Dalla sconfitta del Maradona nasce la nuova Juventus di Spalletti
Dalla sconfitta del Maradona nasce la nuova Juventus di Spalletti
Modulo definito, titolari scelti: ora non si cambia più
A Napoli, contro il Napoli, è iniziata la vera rivoluzione della Juventus di Luciano Spalletti. Una trasformazione completata in appena cinquanta giorni, non solo nei risultati ma soprattutto nell’identità di gioco. Il 7 dicembre scorso, allo stadio Maradona, i bianconeri andarono incontro a una sconfitta pesante: primo tempo opaco, tentativo di reazione e poi il crollo finale. In campo una Juventus sperimentale, con Yildiz e Conceição dal primo minuto, ma senza certezze.
Il verdetto fu duro: Napoli primo in classifica, Juventus settima a -8, dietro anche nella corsa Champions. Quel ko rappresentò il primo e più doloroso passo falso dell’era Spalletti, ma anche il punto di svolta. Un’ammissione di responsabilità che cementò il rapporto tra l’allenatore e lo spogliatoio.
La svolta tattica di Spalletti
Da Napoli al Napoli, il cambio di rotta è stato evidente. In poco più di un mese e mezzo, Spalletti ha plasmato la Juventus a sua immagine e somiglianza. Abbandonato l’attacco leggero visto al Maradona, i bianconeri hanno trovato equilibrio e identità: difesa a quattro, centrocampo a due e linea offensiva a tre alle spalle di un’unica punta, in attesa dell’arrivo di un nuovo numero nove come En-Nesyri.
Le parole del tecnico toscano dopo la sconfitta — «Ho sbagliato io, non li ho messi nelle condizioni migliori» — furono inedite e forti. Un messaggio chiaro a una squadra che cercava una guida sicura e che l’ha trovata in un allenatore capace di chiedere coraggio assumendosi le proprie colpe.
Dallo stadio Maradona allo Stadium: il cerchio si chiude
Oggi, guardando al ritorno contro il Napoli allo Stadium, la Juventus può sognare. Con le giuste mosse, i bianconeri potrebbero portarsi a -1 dal Napoli e rientrare pienamente in zona Champions League. Cinquanta giorni fa sembrava impossibile.
La rinascita è iniziata subito dopo, con la vittoria contro il Bologna: tre punti, grande prestazione e una consapevolezza nuova. Da lì, come ha ammesso lo stesso Spalletti, non si poteva più tornare indietro. Lo riporta Gazzetta.
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