CQ - Blanc si defila. Dopo critiche e attacchi manda avanti gli altri
«Low profile». Basso profilo. È il nuovo motto di Jean Claude Blanc. Anzi, meglio, la sua nuova strategia di comunicazione. Il dirigente francese ha deciso di stare alla larga dalla luce dei riflettori e di parlare ancora meno. Un atteggiamento che assomiglia molto a quello tenuto dal alcuni presidenti del passato. Prendete ad esempio Franzo Grande Stefens, o Vittorio Chiusano. Tutti conoscevano il loro ruolo, altrettanti avrebbero riconosciuto il loro volto ma ben pochi la loro voce. In pubblico parlavano lo stretto necessario. Pochissime concessioni ai media, rarissime le dichiarazioni ufficiali.
Un basso profilo storico, rotto dall’avvento di Giovanni Cobolli Gigli. Ma non a causa della personalità del dirigente di origine milanese ma piuttosto perché in quel particolare momento, l’immediato post Calciopoli, la Juventus aveva la necessità di un presidente molto presente e che svolgesse anche tutti i compiti di rappresentanza.
Un metodo usato anche dalla recentissima era Blanc. Ad ottobre il dirigente transalpino aveva di fatto preso in mano le chiavi della Juventus diventandone presidente, oltre che amministratore delegato e direttore generale. «Uno e trino», come amano dire in molti, con una sottile vena polemiche. Una triplice carica che inevitabilmente ha portato Blanc sotto la luce dei riflettori.
Tirato in ballo su ogni aspetto della gestione bianconera, da quelli manageriale a quelli più prettamente sportivi, Blanc non ha lesinato risposte. Ed interviste.
Ma nelle ultime settimane il massimo dirigente bianconero è letteralmente sparito dal circo mediatico che gravita interno al mondo del calcio e della Juve in particolare. Ma non si è trattato di una autentica autocensura.
La sovraesposizione di Blanc non piace infatti alla proprietà bianconera, che ha imposto il cambio di rotta. E se c’è da parlare di calcio il dirigente deputato a farlo ora è il vicedirettore generale Roberto Bettega. Che, per inciso, ha maggior credibilità specie quando parla di questioni tecniche, visto la lunghissima esperienza ed il passato sul campo.
E Blanc al basso profilo si dovrà abituare. Nonostante le voci su un suo possibile addio alla Juventus a fine stagione con ogni probabilità resterà in corso Galileo Ferraris. Ma Blanc potrebbe essere ridimensionato. Delle tre cariche ne manterrà solo una, quella di amministratore delegato. E potrà concentrarsi sul progetto stadio. Un progetto ambizioso ed avveniristico che regalerà alla Juventus un impianto capace di rappresentare un valore aggiunto importantissimo sotto molteplici aspetti. Del resto il piano per lo stadio che sorgerà sulle ceneri del Delle Alpi è di paternità diretta del dirigen- te francese. Ed è lui che mantiene i contatti con gli sponsor che renderanno possibile la realizzazione di un impianto capace, nei fatti, di autofinanziarsi. Fondamentale l’intervento diretto di “Sportfive”, società leader nel naming rights, che metterà sul piatto circa 70 milioni di euro. E Blanc può vantarsi anche di aver già ceduto una parte dei diritti dell’area commerciale a “Nordiconad”. In questo campo, insomma, l’ex del “Tour de France” ci sa fare e la Juve non ha nessuna intenzione di rinunciare alla sua professionalità.
Direttore: Claudio Zuliani
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