Conte: "Impossibile paragonare Inter alla mia prima Juve: non faceva le coppe"

20.09.2019 16:40 di Giovanni Spinazzola Twitter:    Vedi letture
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Conte: "Impossibile paragonare Inter alla mia prima Juve: non faceva le coppe"

Antonio Conte, tecnico dell'Inter, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del Derby.

Che partita si aspetta?

"Un derby, affrontiamo una buonissima squadra che è il Milan. Lo giocheremo come merita d'essere giocato".

Che reazioni si aspetta di vedere?

"Cerchiamo sempre di seguire i dettami della preparazione. A volte ci riusciamo in maniera più approfondita, altre meno. I ragazzi comunque mettono grandissimo impegno. Non ci spaventa il risultato di Champions".

Le ha dato fastidio sentire certe critiche?

"Mi han detto che è normale sentire certe chiacchiere. Non può essere una scusa e accettare queste situazioni. Bisognerà abituarsi. Altri club sono più bravi a nascondere certe cose, noi dobbiamo crescere anche fuori dal campo. Ci sono grandi lacune e dobbiamo essere bravi a colmarli. Altrimenti si crea un alibi, perciò vanno cambiati i giri del motore. Si dice che negli altri anni non abbiamo lottato, ma non è così".

Vorrebbe dire qualcosa a Giampaolo?

"Quello che ha ottenuto lo ha meritato. Entrambi abbiamo fatto la gavetta. Lui ha meritato questa grande occasione, ha dimostrato di essere preparato, ossessionato com'è dal calcio come il sottoscritto. Complimenti a lui".

Cosa comporterebbe vincere il derby?

"La vittoria porta aspetti positivi, entusiasmo, se conseguita in modo meritato. Porta poi anche a rilassamenti e noi dobbiamo saper gestire certe situazioni".

Martedì il primo 'down' della stagione: si è chiesto se ci sono limiti in questa squadra come in passato?

"Sul passato non faccio considerazioni, certo è che le statistiche dicono che ci sono stati spesso alti e bassi. In Champions abbiamo affrontato una squadra che si è dimostrata forte, come l'anno scorso in Europa dalla quale sono usciti solo contro il Chelsea. In queste gare si fa esperienza, abbiamo tanti giocatori che non hanno raggiunto le dieci presenze in Champions e l'esperienza conta. Proveremo a capire ancora meglio dove e cosa abbiamo sbagliato".

Giampaolo ha detto che l'Inter è una squadra già definita e che Conte ripropone il calcio dei primi tempi della sua carriera: è così?

"Che sia già definita non penso, abbiamo tanti giocatori che per tanti motivi non hanno giocato ancora una partita ufficiale in Champions. Stiamo lavorando su un'idea ben precisa che coinvolga tutti i calciatori. C'è tanta strada da fare e non si possono fare i paragoni con la mia prima Juventus. Assolutamente. Quella Juve non partecipava alle coppe europee e quindi si poteva lavorare sette giorni su sette con i giocatori. Così si può incidere in tutto. Certo qualche similitudine c'è per l'inesperienza di alcuni elementi. Come accadde allora, anche qui questi giocatori matureranno, ma dipenderà da loro diventare top player".

Per lei il razzismo è un problema reale in Italia?

"Qualsiasi forma di insulto lo è, in Italia si va sempre a peggiorare. Dopo tre anni, son tornato e ho trovato solo regressione. Si scrive solo per fomentare odio. Italia peggiorata all'ennesima potenza e siamo colpevoli tutti. Stiamo parlando di qualcosa che educa le nuove generazioni alla violenza che non va fomentata. In Inghilterra se due o tre provano a far qualcosa, li mettono in prigione e buttano la chiave. Qui si va allo stadio per insultare il calciatore, l'avversario, i colori. Sarebbe bello incitare la propria squadra. I bambini avrebbero bisogno di sentire questo e non osservare ambienti borderline".

Nelle ultime due gare Brozovic è sermbrato meno brillante: è a causa della nuova posizione di Sensi?

"Non credo, anzi rispetto al passato Marcelo può adesso contare su due mezzali. Io sono molto contento di lui, può ancora migliorare in maniera considerevole. Se si mette in testa di diventare uno dei migliori centrocampisti d'Europa, può riuscirci".

Come sta Candreva: è a disposizione?

"Se vogliamo essere sicuri, verso le sette saprete la formazione per filo e per segno. Aspettiamo l'allenamento (ride, ndr). Valuteremo e faremo le scelte migliori in base alle condizioni dei giocatori".

E Lukaku?

"Ha avuto un problema alla schiena, ma adesso sta bene".

A che punto è il percorso di Sanchez?

"Alexis sta lavorando bene, secondo me sta facendo degli step importanti per avvicinarsi a essere considerato un titolare. Può aggiungere esperienza sia in campionato sia in Europa, ma può darci anche cattiveria agonistica. Adesso inizio a vedere qualche risposta che stavo cercando".