Condò: "Juve locomotiva del calcio italiano"

19.06.2019 21:00 di Alessandro Vignati   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Condò: "Juve locomotiva del calcio italiano"

Intervistato da Soccer Magazine, il giornalista Paolo Condò ha parlato della Juventus. Pensieri: "La Juventus è la società “locomotiva” del calcio italiano e non sto nemmeno a spiegare perché, perché è evidente. Quindi il fatto che la società “locomotiva” del calcio italiano ha deciso di cambiare stile di gioco è positivo. Premesso che secondo me tutti gli stili di gioco hanno la loro dignità e quindi non faccio differenze tra uno e l’altro, secondo me la differenza è tra applicarli bene e applicarli male, non tra farne uno e farne un altro. Io ho il mio stile di gioco preferito, questa è una preferenza personale e ciascuno ha le sue preferenze. Io preferisco il tipo di calcio di Sarri, di Guardiola, di Klopp – anche se non è la stessa cosa -, piuttosto che il tipo di calcio della tradizione italianista. Premesso questo, sono contento che la Juventus ha abbracciato questo tipo di calcio e lo trovo molto interessante. Perché quando era successo altre volte – il paragone per esempio va subito al Milan – e quando Berlusconi scelse Arrigo Sacchi in quel momento il Milan non lo era ancora, ma si apprestava a diventare in quell’epoca la società “locomotiva” del calcio italiano. E quindi il fatto che Sacchi ottenne i risultati che ottenne col Milan poi portò a un effetto “plagio” che a mio parere produsse il decennio di calcio italiano più bello – non soltanto per il Milan, ma anche per altre squadre -, che io ho visto. Quindi, in questo senso, io faccio parte di quelli che sono contenti che la Juventus ha scelto Sarri. Nazionale? Tutti quanti diciamo che manca il grande centravanti. Secondo me in questa ultima fase di campionato abbiamo avuto la novità Kean – che per me è un giocatore di grandissimo futuro – e Belotti si è ripigliato, perché veniva da un anno e mezzo abbastanza deludente, invece nel girone di ritorno ho rivisto il Belotti che può essere molto utile. Calcolando che abbiamo delle mezze punte o degli attaccante esterni di grande qualità come Chiesa, come Bernardeschi, come Insigne, avere uno sfondatore al centro dell’area come Belotti può servire, mentre invece Kean mi sembra più il tipo di attaccante che cerca di risolvere le cose in proprio. Poi c’è stato il ripescaggio di Quagliarella quanto mai opportuno. Io per quanto riguarda i ripescaggi mi fermerei qui. Non ritengo più che per quello che hanno fatto, Buffon e De Rossi debbano continuare a giocare in Nazionale. Sono due campioni del mondo, hanno lasciato un ricordo così indelebile nella loro carriera azzurra che secondo me non c’è nulla da aggiungere proprio, ma anzi la loro presenza potrebbe essere nociva per i giocatori giovani perché, insomma, ripescare Buffon per tenerlo in panchina non ha molto senso. Per me adesso deve giocare Donnarumma. Analogo discorso lo faccio per De Rossi con la presenza di Verratti e di Jorginho. Probabilmente possiamo ancora aggiungere qualcosa a livello di terzini. Spinazzola deve fare un campionato intero nella Juventus per guadagnare quella maglia da titolare che secondo me potrebbe essere sua adesso, e in prospettiva di Luca Pellegrini, che però deve ancora crescere. Però, in generale, mi sembra che stiamo andando verso un periodo molto dolce dal punto di vista dell’azzurro".