Commisso: "Le parole dopo la Juventus? Forse dovevo parlare più piano. Su Chiesa..."

03.08.2020 17:10 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Commisso: "Le parole dopo la Juventus? Forse dovevo parlare più piano. Su Chiesa..."

Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso è intervenuto oggi ai microfoni dei canali ufficiali del club viola: “Le dichiarazioni dopo la Juventus? Forse avrei dovuto parlare più piano e non gridare, ma il concetto è che andando nello spogliatoio ho visto i ragazzi depressi e arrabbiatissimi. Parlo tipo Dragowski. Come ex capitano della mia squadra, 50 anni fa, mi andava di prendere le difese della squadra e dei giocatori. Ho visto molte cose, dall'arbitraggio incominciato con il Napoli - e i tifosi lo ricordano, con Mertens - ed è continuato, continuato, continuato. Sia Pezzella, Ribery, Chiesa, ci hanno menato e non mi è piaciuto affatto. Ho sbottato. Volevo ricordare che la legge sugli arbitraggi dev'essere uguale per tutti. Come me, come la Juventus, come il Napoli, come il Lecce, come il Genoa. Tutti devono essere trattati lo stesso. Io questo non l'ho visto. Faremo raccomandazioni pubbliche per far sì che il calcio italiano vada avanti. Le televisioni parlano male del calcio italiano, della quantità di rigori, perché l'arbitro alle volte va al VAR e altre no. Manderò delle raccomandazioni scritte a Gravina e Nicchi, responsabili degli arbitri in Italia".

Su Chiesa: "Io non l'ho mai criticato, ci vogliamo bene ed è un ragazzo in gamba. Io l'ho tenuto e credevo fosse la cosa migliore da fare l'anno passato. Non potevo presentarmi a Firenze vendendo il mio più grande asset. È stata la decisione giusta, qualcuno capisce quanto fosse importante mettere il piede giusto a Firenze. Abbiamo parlato con Chiesa, con suo padre: ora può andare, se i soldi sono giusti per noi. Dobbiamo parlare con lui e capire cosa vuole fare lui, ora non voglio più parlare di questo".