CBS mette Conte sotto la lente d'ingrandimento: "Infortuni anche colpa dei suoi metodi"

CBS mette Conte sotto la lente d'ingrandimento: "Infortuni anche colpa dei suoi metodi"
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di Alessandra Stefanelli

Il momento complicato del Napoli, falcidiato dagli infortuni, è finito sotto la lente di CBS Sports Golazo, dove il tema è stato analizzato da Marco Messina (referente Serie A per CBS e fondatore di Italian Football TV), Troy Deeney (ex Watford) e Nigel Reo-Coker (ex West Ham e Aston Villa).

Messina ha sottolineato la straordinarietà del percorso degli azzurri nonostante le difficoltà:
“Non so quante squadre al mondo riuscirebbero a restare così vicine alla vetta con infortuni di questo tipo, peraltro molto seri. È una situazione davvero complicata. Contro il Sassuolo, ad esempio, ha giocato Vergara, che non aveva mai esordito in Serie A e aveva solo una presenza in Coppa Italia. Eppure ha fatto bene. Il Napoli è costretto a trovare soluzioni, a cambiare sistema, senza aver potuto rinforzarsi a gennaio come avrebbe voluto. Ora c’è anche il big match con la Juventus e poi la Champions: non è semplice”.

Secondo Messina, però, qualcosa poteva essere gestito diversamente:
“Forse le rotazioni non sono state abbastanza efficaci. Nonostante il numero elevato di partite, Conte ha utilizzato sempre gli stessi. Giocatori come Beukema, Lang o Lucca avrebbero potuto avere più spazio, soprattutto nelle gare più semplici. Magari il Napoli non vincerà lo scudetto, ma i tifosi si aspettano almeno di andare avanti in Champions”.

Più duro il giudizio di Troy Deeney, che ha puntato il dito sulla natura degli infortuni:
“Solo due non riguardano i tessuti molli. Tre sono alla coscia e due ai muscoli posteriori: questo è sovraccarico, è affaticamento. Conte deve rivedere i suoi metodi di allenamento e la gestione dei recuperi. Siamo a metà stagione e quando gli chiedono degli infortuni, la risposta è sempre la stessa: ‘Chiedete al medico’. Non può non assumersi responsabilità, deve lavorare in modo più collegiale”.

Sulla stessa linea Nigel Reo-Coker:
“Quando tre giocatori riportano lo stesso tipo di infortunio, è inevitabile interrogarsi sui metodi di allenamento, sulla preparazione atletica e sul lavoro dello staff. Bisogna capire come vengono portati i calciatori alla condizione e cosa succede dopo le sedute”.