Calcagno (AIC): "Più italiani in campo e riforme strutturali. Ora trasformare la crisi in opportunità”
All’indomani delle dimissioni di Gabriele Gravina dalla guida della FIGC, il presidente dell’Assocalciatori Umberto Calcagno ha tracciato la linea da seguire per il rilancio del sistema.
“Dobbiamo trasformare questo momento di difficoltà in un’opportunità. È da tempo che portiamo avanti un tema chiaro: gli italiani giocano poco e la FIGC, oggi, non ha strumenti giuridici per imporne l’utilizzo. Serve lavorare su norme che possano favorire questa tendenza e costruire un progetto di rilancio”.
Calcagno ha poi sottolineato il clima dell’assemblea: “Gravina ha ancora la fiducia e la stima delle componenti federali, ma tutti siamo consapevoli del momento delicato. La cosa positiva è che finalmente si stanno affrontando temi fondamentali”.
Sul rapporto tra club e Nazionale: “Non deve esserci contrapposizione. Dobbiamo uscire da questa logica. In altri Paesi, come la Spagna, senza particolari vincoli normativi, la maggioranza dei giocatori è comunque locale. Competitività dei club e Nazionale devono andare nella stessa direzione”.
Nessuna indicazione invece sul successore: “Non se n’è parlato”. Piuttosto, lo sguardo è rivolto al futuro: “Serve portare avanti il progetto federale sulla base. Dobbiamo insegnare calcio in modo diverso, contrastare l’abbandono giovanile e creare percorsi che accompagnino i talenti anche dopo i 19 anni, quando spesso si perdono”.
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