Biasin: "Una Juve “normale” non è vera Juve. Il problema non è Pirlo, ma certi ingaggi sono un affronto"

19.01.2021 15:40 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
Biasin: "Una Juve “normale” non è vera Juve. Il problema non è Pirlo, ma certi ingaggi sono un affronto"
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© foto di Federico De Luca

Nel suo editoriale per TMW, Fabrizio Biasin ha parlato così della Juventus dopo la sconfitta di San Siro: "Con la vittoria dell’altra sera, in definitiva, Antonio Conte ha smentito se stesso: l’Inter ha colmato il gap con la Juve e questo grazie ai notevoli passi avanti dei nerazzurri, ma anche a quelli indietro dei bianconeri. La Juve è realmente un modello da seguire per quello che ha fatto nell’ultimo decennio, meno per come ha operato nell’ultimo biennio. La squadra scesa in campo a San Siro ha presentato molti limiti, è parsa quasi “normale”. Ecco, una Juve “normale”, semplicemente, non è Juve. La colpa? Le assenze, certo: provate voi a giocare senza Cuadrado, De Ligt, Alex Sandro, Dybala. Poi però c’è tutto il resto. La dirigenza bianconera ha costruito un gruppo carissimo, con un monte ingaggi spaventoso, ma non così competitivo, soprattutto a centrocampo.
Il problema non è Pirlo, ma chi ha pensato che bastasse un grande nome per costruire un grande gioco. Pirlo è un apprendista con l’obbligo della vittoria e un’idea di calcio parecchio “futurista”, mettere un neofita in questa condizione significa crearsi un problema a prescindere. Badate bene, questo non vuol dire che la stagione della Juventus sia segnata (domani c’è una finale e la classifica non è così disastrosa), ma se questo gruppo riuscirà a vincere lo scudetto non sarà più “la normalità” ma qualcosa di realmente “straordinario”. E voi direte “addirittura?”. Sì, perché gli avversari hanno smesso di approcciare ai bianconeri con l’idea della sconfitta come “condizione naturale” e, al contrario, se la giocano senza paura. È tutto da buttare? Non scherziamo, ma certi ingaggi concessi a giocatori “non da Juve” sono un vero e proprio affronto, soprattutto se il solo ad aver giocato una partita all’altezza è il solito, inossidabile Chiellini".