Beccantini: "La Juventus è una squadra a metà. Le energie spese a San Siro sono diventate zavorra, e pure l’alibismo diffuso da Comolli e Chiellini"

Beccantini: "La Juventus è una squadra a metà. Le energie spese a San Siro sono diventate zavorra, e pure l’alibismo diffuso da Comolli e Chiellini"TuttoJuve.com
© foto di Lorenzo Marucci
Ieri alle 22:40Altre notizie
di Redazione TuttoJuve

Il giornalista Roberto Beccantini commenta la pesante sconfitta rimediata dalla Juventus in casa del Galatasaray. Le sue parole: "Alla faccia del bicarbonato di sodio: Galatasaray cinque Juventus due. Ottavi di Champions, addio. Questa volta, aveva «simulato» Koopmeiners: due gol, il primo per l’aggancio e il secondo per il sorpasso. Sintesi di belle azioni, fra parentesi. Ripeto: due gol. Addirittura. Proprio lui, il «Flop» di una stagione e mezza. Ma la Champions è un nido di vipere; Istanbul, non proprio un salotto; e la Juventus, una squadra a metà.

Ha vinto, il Gala, sfruttando i jab che infliggeva al corpo degli avversari e, soprattutto, buttandosi famelicamente sulle briciole, sugli errori: di Yildiz, in avvio, borseggiato da Osimhen (piatto sinistro di Sara); poi, nella ripresa, di Cabal (palla persa, tiro di Yilmaz, respinta corta di Of Gregory, tap-in di Lang); di gruppo, sulla punizione fetente di Sara e spalla di Sanchez; di Cabal, ancora, al secondo giallo su Yilmaz; di Thuram e Kelly, ossessionato da Osimhen, per il poker facile facile di Lang, ex Napoli.

Il povero «Lusciano» aveva inserito Cabal proprio per tutelarsi dal giallo di Cambiaso. Yilmaz è stato Attila, Yildiz – toccato sin dall’inizio – no. L’infortunio di Bremer (34’, dentro Gatti) non so, sinceramente, quanto abbia influito, visti i precedenti. Certo che il sostituto… Per un tempo, Madama aveva giocato anche benino: ma se non hai un centravanti – con McKennie e l’ex Dea a fingersi tale – devi sporgerti, devi andar via in velocità, devi raccomandarti alla mira dei tuoi sniper d’emergenza. Le energie spese a San Siro sono diventate zavorra: e, mi si consenta, pure l’alibismo diffuso da Comollì e Chiellini. In compenso Buruk l’aveva, il centravanti: Osimhen. Sempre addosso, sempre sull’osso. Prezioso (su Kelly) anche nello spalancare la porta a Boey, un panchinaro, per il suggello. Con gli spiccioli di Icardi e Sané a spiegare l’abisso tra le rose.

I Dardanelli furono fatali persino a Conte. Coraggio. Rimane il crollo. La mazzata. Quel gioco che qui e là cerca di liberarsi da «certi» piedi e da «certe» teste. Ma non ci riesce".