Ballardini a Tmw: "Vedere la Juve in difficoltà e' strano, c'è poca chiarezza"

27.10.2020 07:30 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
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Ballardini a Tmw: "Vedere la Juve in difficoltà e' strano, c'è poca chiarezza"

“Per la maggior parte delle squadre il campionato inizia adesso”. Così a TuttoMercatoWeb l’ex allenatore di - tra le altre - Palermo e Genoa, Davide Ballardini.

Inizia adesso? Ci spieghi meglio, mister.
“Beh, il mercato è finito da poco e c’è stato poco tempo per prepararsi. A parte chi ha una guida tecnica da diverso tempo e penso a Inter, Roma, Lazio e Atalanta, le altre hanno bisogno di tempo. Penso soprattutto alle neopromosse”.

E in più c’è il Covid con cui fare i conti.
“Gestire la situazione, da allenatore, è difficilissimo. Oggi hai a disposizione un gruppo e domani non sai se avrai gli stessi calciatori. Devi convivere con questo aspetto. Può succedere che non hai i calciatori. Ma vale per tutti, da Aosta a Palermo”.
L’allargamento delle liste può aiutare?
“Se i contagi continuano a salire, se si vuole proseguire il campionato, può essere una soluzione. Tanto i giocatori sono lì...”.

La sorpresa: il Milan da dopo il lockdown.
“Prima del lockdown aveva grandi difficoltà, oggi è il contrario della Juventus: è chiaro in ciò che fa quando ha la palla e anche in fase difensiva. E poi c’è un leader come Ibrahimovic. Sono sorpreso ma il Milan ha meritato quanto fatto fin adesso. Sta guadagnando sul campo tutto ciò che sta facendo vedere”.

Ha citato la Juve. Colpa di Pirlo?
“Non c’è tanta chiarezza e ciò ti porta delle difficoltà. Per quanto riguarda Pirlo, è stato un grande giocatore. Da allenatore, vedremo. La poca chiarezza probabilmente è da attribuire alla società che ha fatto delle scelte e magari avrà ragione nel tempo. Strano per la Juve che si sia fatta trovare impreparata. Anche Inter e Atalanta hanno un po’ di difficoltà ma vedere la Juve in difficoltà è strano”.

Quali sono le difficoltà principali dei bianconeri?
“Lo sa meglio Pirlo che vede la squadra tutti i giorni. Chi guarda da fuori nota una squadra senza un’identità chiara. E non avendo un’identità succede che quando i calciatori attaccano non sono efficaci nella fase offensiva e quando difendono lasciano degli spazi. Non eravamo abituati a vedere la Juventus così”.

La squadra che l’è piaciuta di più?
“Il Napoli. Ha visione, spessore, idee. Le idee delle grandi squadre: dal Bayern al Liverpool. Le big devono giocare con almeno tre-quattro giocatori in fase offensiva. E il Napoli dà l’idea di voler sfruttare le caratteristiche dei suoi calciatori con maggiori qualità offensiva”.

Scudetto: su chi punta?
“Sull’Inter. La classica squadra italiana, rivisitata nel periodo nostro”.

Che intende per squadra italiana?
“Come detto, l’unica squadra con uno spessore e una pretesa di imporre il proprio gioco mantenendo compattezza difensiva è il Napoli. L’Inter per mantenere l’equilibrio fa giocare più difensori e centrocampisti e meno attaccanti. Una squadra europea non può prescindere dall’avere calciatori offensivi. Oggi l’Inter predilige la compattezza nella fase difensiva e porta pochi giocatori in fase offensiva”.

Ha visto partite e allenamenti in giro?
“Sono stato all’estero, ho visto l’Ajax e il Liverpool. Qualità e intensità: allenamenti con la palla e poco a secco. All’estero sono più semplici nelle proposte, noi siamo più attenti e a volte più pesanti e non sempre ci alleniamo intensamente con la palla”.

E il suo ex Genoa?
“È una squadra costruita per arrivare a metà classifica. Poi il nostro campionato è difficilissimo e premia chi ha società serie che danno la possibilità ai calciatori e all’allenatore di esprimersi al meglio”.