SOTTOBOSCO - La magica parola rifiorita nella bocca degli onesti. Lo scandalo che danneggiava la Juve andava bene. Quel retro-pensiero che odora di letame. Il derby d'Italia può trasformarsi in bomba a orologeria

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
02.03.2020 00:25 di Andrea Bosco   Vedi letture
SOTTOBOSCO - La magica parola rifiorita nella bocca degli onesti. Lo scandalo che danneggiava la Juve andava bene. Quel retro-pensiero che odora di letame. Il derby d'Italia può trasformarsi in bomba a orologeria

Hanno scoperto l'acqua calda. Hanno scoperto solo “ora“ che il Palazzo del calcio è inadeguato. Hanno scoperto che un campionato a 20 squadre il calcio italiano non se lo può più permettere. Che non giocare a Natale comprime i calendari in modo pericoloso. Che iniziare il campionato a metà agosto è una follia, imposta dai grandi club che in estate girano il mondo in lucrose tournee. La Federazione ha sempre (Abete, Tavecchio, Gravina) promesso  la riforma dei campionati. Mai attuata. La Lega sempre ha ipotizzato una razionalizzazione dei medesimi. Ma ogni tentativo si è arenato di fronte alle faide presenti in quel sinedrio. Dove preminente è la salvaguardia del proprio  “ particulare “.

Oggi davanti all'emergenza coronavirus, il calcio si scopre fragile. Impazzano le polemiche per decisioni prese e revocate in un quadro dove non è ancora chiaro se a decidere sia stato il governo, motu proprio o se viceversa le decisioni sia state prese di comune accordo con il Palazzo pallonaro. 

Non aveva fatto scandalo l'iniquità di far giocare alcune gare a porte aperte (con il pubblico nelle regioni non colpite dal virus) e altre a porte chiuse ( dove il virus è presente). Quello andava bene. A nessuno importava della salute dei cittadini e della  regolarità (con evidenza violentata) dei campionati. 

La polemica è deflagrata dopo la decisione della Lega di rinviare alcune gare (già previste a porte chiuse), a metà maggio. Sarebbe successo probabilmente poco se una di queste gare non fosse stata Juventus- Inter. Ma poiché di Juve – Inter si tratta, sulla bocca degli onesti è fiorita la magica parola che assolve da ogni fallimento: Calciopoli. 

Prima dei tifosi (noti e meno noti) sul web, prima della protesta del tifo organizzato con striscioni vergognosi esposti sulla facciata degli uffici milanesi della Lega, prima dei ragionamenti mefitici   di millanta opinionisti, si è espresso pesantemente  l'ad dell'Inter Beppe Marotta. Al quale hanno  replicato i vertici della Lega: “Avevamo proposto all' Inter di giocare a porte aperte lunedì, ma l'Inter ha rifiutato“. Contro replica milanese: provocatoria proposta visto che giovedì dobbiamo giocare la seminale di Coppa Italia a Napoli“. 

La Lega ha cambiato la data a poche ore da quello che poteva essere il match dell'anno. E questo, decisamente, non depone a suo  favore. Il campionato, causa il virus, è spezzettato con squadre che hanno più gare da recuperare. Altre, come la Lazio, attuale capo-classifica, che non hanno alcun  recupero (per ora) da effettuare. La Lazio che non ha altri impegni al di fuori del campionato. E che (a conferma che il “particulare“ dei singoli è sempre preminente sugli interessi collettivi), ha negato all'Atalanta di poter anticipare al venerdì, in vista del ritorno di Champions a Valencia, il match di campionato che le vedrà contrapposte.

 La verità è che l'Inter aveva   fatto la “bocca“ a poter giocare un match tanto delicato a porte chiuse in un momento nel quale la Juventus reduce dalla brutta sconfitta in Champions (e  attraversata dalle critiche per la gestione di Maurizio Sarri) appare in difficoltà . 

Il “particulare“ della Juventus viaggiava su binari opposti. Salvare, in primis, una gara che vale 5 milioni di euro di incasso e sulla quale il Codacons aveva già minacciato ricorsi per far risarcire abbonati e occasionali spettatori . Nondimeno la Juventus non ha il potere di cambiare le decisioni della Lega. Visto che la decisione di rinviare a maggio le gare riguarda anche altre società, il retro-pensiero odora di letame . 

C'è peraltro, in questo clima, un pericolo reale . Che l'eventuale rinvio al 13 di maggio di Juventus- Inter si trasformi in una bomba ad orologeria. Specie se la corsa al titolo, continuerà ad essere a tre.    In due e mesi e mezzo di tempo, in un paese nel quale tutti parlano (quasi sempre) a sproposito   Juventus- Inter correrebbe  il rischio di trasformarsi in una ordalia .

Ho scritto  eventuale“, perché nelle ultime ore il caos organizzativo è totale. Tutto e il contrario di tutto. 

In pochi sembrano comprendere che se il virus si estenderà non ci sarà campionato di calcio. Non ci saranno europei, non ci saranno manifestazioni sportive nel mondo. Preghiamo affinché non avvenga. 

Chiudo con l' auspicio che il virus venga presto debellato. Poi il Palazzo calcistico ( Lega e Federazione ) faccia la cortesia di togliersi dai piedi. E' un Palazzo imbarazzante .