SOTTOBOSCO - Juve sola in testa e con lo Scudetto d'inverno, ma c'è un problema che Sarri sottovaluta. Alcune scelte sono incomprensibili. I casi Lautaro e Cuadrado: chiamatelo "doppiopesismo". La rassegna stampa e il titolo(ne) che non c'è

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
13.01.2020 14:44 di Andrea Bosco   Vedi letture
SOTTOBOSCO - Juve sola in testa e con lo Scudetto d'inverno, ma c'è un problema che Sarri sottovaluta. Alcune scelte sono incomprensibili. I casi Lautaro e Cuadrado: chiamatelo "doppiopesismo". La rassegna stampa e il titolo(ne) che non c'è

Confesso che ho difficoltà a scrivere di Roma – Juventus. Perché quando una gara viene funestata da due gravi  incidenti (distorsione per Demiral, rottura del crociato per Zaniolo) se è difficile per chi sta sul campo, lo è anche per chi vede dall'esterno. Gli auguri a Demiral e al giovane Zaniolo sono di rigore. Gli infortuni fanno parte del “mestiere“ ma confesso che la dinamica della caduta di Zaniolo mi ha rammentato quella drammatica di Ronaldo il Fenomeno.

Juve vittoriosa  che ritorna in vetta e da sola in classifica. E' la cosa più positiva per Sarri. Perché sul piano del gioco anche per la differente qualità dell'avversario, a mio parere c'è stato un regresso rispetto al match con il Cagliari. La Juventus ha un problema che Sarri sembra  sottovalutare: nessuna squadra al mondo ( neppure l'Ajax del mitico 14 poteva ) è in grado di pressare per 85 minuti. Serve equilibrio, serve rifiatare in certi momenti della gara. Non si può andare sempre in sesta marcia. Io vedo giocatori “preoccupati” che escono male con il pallone, che fanno errori pesanti (Bonucci, Pjanic, Matuidi, Alex Sandro, uno comico di Rabiot) in fase di palleggio.  Se tu ti rifugi per sette-otto volte di fila in corner, significa che sei in affanno.

La Juventus è questa, tuttavia. Il fatto che ancora una volta abbia subito gol non depone a favore del lavoro di Sarri. Come minimo, i suoi giocatori, non sono in grado di realizzare quanto lui chiede.   Poi ci sono le scelte incomprensibili. La sostituzione di Dybala, unico giocatore che la Juventus ha in grado di predicare un calcio “diverso”, con linee di passaggio diverse. Ronaldo è la concretezza, così come Higuain, ma Dybala è l'ispirazione.

 Ancora più incomprensibile l'accantonamento di Bernardeschi, un patrimonio della società che Sarri ha messo ormai con evidenza nel dimenticatoio e a rischio di deprezzamento.

 Infine la posizione di Ramsey. Che in una intervista a Sky ha spiegato che per tutta la vita lui ha giocato da mezz'ala, da numero otto, non da trequartista. Perché – ha detto il gallese   da interno vedo il campo largo, riesco a costruire e ad inserirmi visto che mi piace fare gol . Alla Juve gioco da dieci, con spazi più stretti a disposizione“ .

Il punto di vantaggio della Juve sull'Inter è nulla, benché la consacri campione d'inverno. Alle loro spalle sta rinvenendo la Lazio (convincente)  che ha una gara da recuperare e che, particolare non irrilevante, nelle prossime 7 gare, per ben sei volte giocherà in casa. Ci saranno a maggio i lavori di adeguamento dell' Olimpico in vista degli Europei e la Lazio le ultime due gare le giocherà fuori casa.

Modesta riflessione: che ci sarebbero stati gli Europei lo sapevano all'inizio della stagione.

E' stata una gara sofferta nel finale per la Juventus. Ben diretta da Guida, egregiamente assistito dal Var. C'era il rigore su Dybala, c'era il rigore per il fallo di mano di Alex Sandro. Non c'era il rigore invocato dalla Roma per il “petto“ di Rabiot. Giusto annullare il gol ad Higuain: di poco l'attaccante era in fuorigioco. Quindi: se vuoi arbitrare bene, lo fai. Se sei attento al Var “assisti” con professionalità. Non su tutti i campi di serie A accade: purtroppo .

Sabato sera in Inter – Atalanta sul punteggio di 1-0 per la squadra di Conte, quasi al termine del primo tempo la coppia Rocchi-Irrati (al Var) ha negato un rigore ai bergamaschi, apparso evidente. Fallo (di Lautaro Martinez, la mano dell'argentino che da terra aggancia la gamba di Toloi, solo davanti alla porta avversaria) che avrebbe comportato (se fischiato) anche il rosso diretto e la conseguente espulsione.

 Rocchi, difficilmente nella selva di braccia e gambe determinatasi nell'area di Handanovic, avrebbe potuto vedere. Più difficile assolvere Irrati, considerato “uno dei migliori varisti d'Europa“ .

Come ha trattato la stampa nazionale, l'episodio? Con accenti differenti. Nessun titolo, comunque in prima pagina del tipo (per chi ha memoria) “Inter , così no!“ o “Campionato falsato“ . 

Per L'Eco di Bergamo:  il fallo è assurdo: da azione rugbistica“ .

Per Tuttosport (che pubblica anche il fermo immagine dell'episodio): “Rocchi nega un clamoroso rigore a Toloi“ .

Per La Stampa (nessun fermo immagine): “Rocchi nega un rigore : Inter graziata“ .

Per Il Secolo XIX (nessun fermo immagine, nessun riferimento nel titolo, nel resoconto si dice che): “Ci poteva stare il rigore su Toloi per la trattenuta di Martinez “ .

Per La Repubblica (fermo immagine): “Inter, che paura: Lautaro segna, poi inganna il Var“. Di spalla un fondo di Gianni Mura recita: “Partite così meritano arbitri più attenti“ .

Per Libero (fermo immagine): “Lautaro causa un rigore ma Rocchi non vede“ .

Per Il Giornale (nessuno fermo immagine , nessun riferimento nel titolo, si dice nel  resoconto): “Toloi reclama perché sbilanciato da Martinez, il var valuta e nega: niente rigore ma ci poteva stare“ . Di spalla scrive Tony Damascelli :  “sul rigore non assegnato, non insisto: ormai il gioco del Var è roba degli arbitri e non del football“ .

Per Il Giorno (nessun fermo immagine, nessun accenno nel titolo, si spiega nella cronaca): “l'attaccante (Lautaro n.d.r) commette un fallo da rigore sul difensore (Toloi n.d..r) su cui Rocchi  e il Var Irrati sorvolano.

Per Il Messaggero (nessun fermo immagine, nessun riferimento nel titolo, nella cronaca si sostiene): “Toloi viene disturbato da Lautaro Martinez . I bergamaschi protestano ma l'arbitro Rocchi non concede il rigore dopo un check del Var“ .

Il Corriere dello Sport  ( doppio fermo immagine): “ Rocchi e Irrati, che botta. Lautaro da rigore e rosso “ .

La Gazzetta dello Sport (fermo immagine visibile con un telescopio ) scrive: “ Var che errore!  Fallò del Toro da rigore ed espulsione) 

Infine Il Corriere della Sera (nessun fermo immagine, nessun riferimento nel titolo, nella cronaca  afferma): “i bergamaschi prima dell'intervallo alzano il ritmo sfiorando il pareggio e invocando un rigore apparso evidente per una trattenuta di Lautaro sullo stesso difensore. Rocchi non vede e si fida di Irrati alla Var senza andare allo schermo, ma oltre al tiro dal dischetto ci sarebbe l'espulsione del Toro argentino “A fondo pagina il quotidiano concede a Gasperini il titolo “negato un altro rigore“. Nel suo fondo Mario Sconcerti spiega: “La colpa atalantina è non avere vinto“ .

Nessun giornale ha riportato, sull'episodio, il pensiero di Antonio Conte, né quelli di Lautaro e di Toloi .

Fin qui i giornali.

Non ho potuto seguire i programmi radiofonici: non so come abbiano commentato. Ma ho visto qualche programma televisivo, dove l'episodio è stato frettolosamente liquidato senza alcuna domanda ( nel merito ) ad Antonio Conte. Domenica pomeriggio è poi scomparso dai radar . 

Il fallo di mano di Cuadrado a Bergamo (per dire) non sanzionato dall'arbitro, che avrebbe successivamente portato (dopo 10 tocchi tra giocate dell' Atalanta e della Juventus) al gol della squadra di Sarri, fu oggetto di ore di trasmissioni, di infuocati dibattiti, di accuse non infrequentemente sboccate .

Chiamatelo se volete “doppiopesismo” .

Unica eccezione (per quanto ne so), in controtendenza, Telelombardia. Che nel pomeriggio della domenica ha dato una sua (articolata)  versione dei fatti : Irrati non sarebbe intervenuto perché nel mischione in area interista Zapata avrebbe spinto Lautaro. Il quale finito addosso a Toloi si sarebbe  aggrappato alla gamba di Toloi che stava calciando a rete.

 Ergo: (fallo di confusione?) nessun fischio.

 Nel teatro di Eugene Ionesco sarebbe andata, certamente, così. Anzi: mi permetto di consigliare un saggio pubblicato da Ionesco nel 1952,

 Si intitola “Descrizione di un mondo inquietante ed assurdo“ . E' un  "mattone“. Ma troverete, sorprendentemente, elementi per comprendere il calcio odierno .