L'IMBOSCATA - Sarri non ha ancora capito dove è "atterrato". Non preoccupano i suoi pensieri, ma i numeri. Tutti i problemi irrisolti. Dalla società un messaggio da inviare al tecnico. Una furbizia per allungare il suo contratto

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
31.01.2020 11:05 di Andrea Bosco   Vedi letture
L'IMBOSCATA - Sarri non ha ancora capito dove è "atterrato". Non preoccupano i suoi pensieri, ma i numeri. Tutti i problemi irrisolti. Dalla società un messaggio da inviare al tecnico. Una furbizia per allungare il suo contratto

Sgombro il terreno dalle illazioni: Maurizio Sarri resterà l'allenatore della Juventus.

I  "conti“ la Juventus li farà a fine stagione.

Il mondo Juve ha vissuto con sofferenza la sconfitta di Napoli. Non tanto per la sconfitta, ma per il modo nel quale è maturata.

Sarri ha poi caricato di miasmi, un'aria già avvelenata (ogni sconfitta della Juve, fa scalpore) con alcune dichiarazioni.

Personalmente, quelle dichiarazioni, non mi hanno fatto né caldo, né freddo. Mi hanno solo confermato che Sarri, ancora non ha capito dove è “atterrato”.

 Ma a Torino sapevano chi si sarebbero messi in casa .

Non sono tuttavia i modi e i pensieri di Sarri a preoccupare. Sono i numeri: otto  punti in meno rispetto alla stagione precedente. Più gol subiti, meno gol realizzati. A preoccupare è un gioco che non decolla e una Juventus priva di equilibrio. Una Juventus che ha “bruciato” in mezza stagione alcuni giocatori. Una Juventus che non è riuscita ad inserire elementi che sulla carta avrebbero dovuto fare la differenza . Una Juventus che specchiandosi  nell'estetica, perde di vista la sostanza. Una Juventus dove i giocatori, imprigionati negli schemi, non vengono sfruttati per le loro caratteristiche. Una Juventus che ha Cristiano Ronaldo e non riesce a giocare in contropiede: un ossimoro. 

Il calcio è semplice: la palla corre sempre più veloce dell'uomo. Ma il “giro palla“ stucchevole è un esercizio onanistico. L'idea dell'” imbucata” , in aree più affollate del centro nell'ora di punta, un concetto che cozza contro la legge sull' impenetrabilità dei corpi.

La differenza nel calcio moderno la fa la velocità. Il centrocampo della Juventus è strutturalmente “lento“. Puoi concederti un Bentancur e se proprio non riesci a farne a meno, un Rabiot: non entrambi, contemporaneamente. Più sensato appare mettere sul lato opposto uno tra Ramsey e Bernardeschi. Sanno andare entrambi in verticale: il primo in accelerazione, il secondo in progressione. E a Pjanic non fai toccare 150 palloni a mò di flipper: gli fai alzare la testa e lo fai costruire per le punte da architetto, non da geometra .

E soprattutto non pretendi che la squadra pressi per 80 minuti filati: nessuno può farlo . Neppure l'Ajax del 14 riusciva a farlo. Devi concedere all'avversario qualche cosa : devi farlo “ uscire” per poi colpirlo di rimessa. Altrimenti succede come col Parma , che ti saltano il centrocampo con lanci lunghi dalla difesa. Altrimenti succede come con il Napoli che si mette a “ specchio “ e tu non giochi più.

Questo dovrebbe preoccupare. Non le esternazioni di Sarri sulla “contentezza” o sulle “ maglie a righe“ .

Siamo a fine gennaio. Il campionato entra nel vivo, la Coppa Italia è alle semifinali, la Champions diventa una montagna da scalare. Gli esperimenti devono finire. La ricerca della “bellezza“ pure. Ora servono pragmatismo e realismo. Un trofeo è già andato (con merito) nella bacheca della Lazio. La società lo dica fuori dai denti a Sarri: è stato preso “anche“ per migliorare la qualità del gioco. Anche: non esclusivamente. Quello che interessa è continuare a vincere. E mi creda Maurizio Sarri: non importa, come. A questo punto della stagione il “come“ deve essere l'ultimo dei suoi pensieri. Sarri trovi una formazione e insista su quella. Evitando di mettere “tre punte“ per assecondare le “anime belle“ .

E si faccia furbo, Sarri: parli di meno. Eviti le risposte alle domande  trabocchetto. Un bel “no  comment“ può allungare il suo contratto.