SOTTOBOSCO - Buona Juve, ma non ancora in grado di competere ad alti livelli. Vlahovic e Zakaria non possono fare miracoli. Sono mancate risposte in campo e fuori. Il Var e la saga degli errori arbitrali: c'è un solo rimedio

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
14.02.2022 16:05 di Andrea Bosco   vedi letture
SOTTOBOSCO -  Buona Juve, ma non ancora in grado di competere ad alti livelli. Vlahovic e Zakaria non possono fare miracoli. Sono mancate risposte in campo e fuori. Il Var e la saga degli errori arbitrali: c'è un solo rimedio
© foto di Andrea Bosco

Buona Juve, ma non è bastato  per aver ragione della ferocia con la quale l'Atalanta ha disputato la gara. Anzi la banda di Gasperini ha rischiato di vincerla, recuperata in extremis dal gol di Danilo. E' una  Juve che dà l'impressione di essere sempre in ansia. Mai veramente padrona del campo. E - mio parere, ovviamente – non ancora in grado di mettere Vlahovic al centro di ogni “soluzione“.  E' un pareggio che consente alla Juve di mantenere intatte le speranze di accedere alla zona Champions' ma che mette una pietra tombale sui “sogni di gloria“ di quanti reputavano che   potesse addirittura giocarsi chances scudetto . Discorsi del genere sono “ veleno “ per la Juve. E vale la pena di ricordare che contro le prime quattro della classifica la Juve ancora in campionato non ha vinto. Una ragione evidentemente c'è. E quella più semplice da individuare è che la squadra  non sia all'altezza di competere a così alto livello. Lo ha fatto per nove stagioni di fila. Ora dovrà remare, sul campo e fuori dal campo,  per recuperare il terreno perduto. Ci vorrà tempo. E tanto lavoro. Solo chi valutava con superficialità poteva pensare che due innesti a gennaio, sia pure di qualità come Vlahovic e Zakaria, potessero risultare taumaturgici. Nel calcio niente viene inventato.  La Juve quindi si accontenti. Sul campo non ha risposto - a mio parere-  bastantemente alla ruvidezza dell'Atalanta. Fuori dal campo, sommersa dalle ingiustificate  proteste dei bergamaschi e bersagliata dai giudizi talebani di qualche  ex arbitro  è risultata (finora) ancora una volta silente.  Dar fiato alle trombe  e ”ragliare“ è lo sport nazionale. Nel calcio e non solo nel calcio. Ma non è detto  debba essere tollerato.   

Torino – Venezia è durata 113  minuti. E' stato annullato un gol (per fuorigioco opinabile) al Torino. La “consultazione“ Var è durata 6 minuti e mezzo. Alti lai da parte dei media. Lai non pervenuti quando a subire decisioni del genere sono state altre squadre. A  Roma un altro  arbitro ha concesso alla Lazio un rigore che non ha precedenti nella storia del calcio: difensore del Bologna che esce dalla sua area di rigore e che si divincola  dalla marcatura di un avversario  Rigore.  Sommate altre “porcate“: fuorigioco risibili, rigori risibili, gol annullati per risibili falli “precedenti“ alla marcatura. Una saga degli orrori.   C'è un gap filosofico da colmare:  la protervia di una classe  arbitrale che si è inventata  una arbitrarietà nel giudizio degna del manzoniano Azzeccagarbugli. E' il trionfo del “burocratico“, applicato  con spudoratezza nella ricerca del “cavillo“.  C'è un solo rimedio per porre fine a questa scellerata tirannia. Imporre una nuova regola. Imporre che la consultazione al Var avvenga a “chiamata“: due per tempo. Chieste dal capitano in campo o dalla panchina. L'arbitro  venga assistito ma sia il “dominus“: il solo della gara. Oggi, arbitrano in due, a volte in tre: si scaricano coscienze e responsabilità. E non rispondono mai del loro operato. E' più giustificabile un errore tecnico (Serra) per quanto clamoroso (punito) che errori di valutazione frutto di pregiudizi talebani nel confronti del gioco. Venga il protocollo stilato da chi al calcio ha giocato, non da mezze maniche che a stento sanno che la palla è rotonda. Certe decisioni sono il frutto di ignoranza del  gioco reale. Sono il frutto del dilettantismo di gente che non è in grado di valutare la sostanza di un fallo, di una spallata, di quanto risulti precaria la stabilità, se sei in corsa,  appena ti sfiorano . Non ci sono testi, simulazioni, lezioni di aggiornamento che possano sostituire la pratica del campo. Gli arbitri possono  conoscere a menadito il regolamento: ma non sanno cosa significhi portare o subire un tackle, perché sul campo a portarlo o a subirlo non ci sono mai stati .   simbolico quanto clamoroso : diano alle fiamme la bibbia con le  pandette attualmente in vigore .

Tocca ai tifosi pretendere che le cose cambino: Civilmente ma con grande determinazione. Lascino perdere le faide contradaiole: tutte le squadre ci stanno rimettendo. E se tutte ci rimettono è il calcio a rimetterci. Il protocollo è da stracciare . Il protocollo è da riscrivere.I tifosi lo chiedano . A gran voce. In presenza , sotto alle finestre del Palazzo.