L'IMBOSCATA - Juve quasi fuori, è tardi anche per i rimpianti. Ora non bisogna illudere i tifosi. La protervia di Ceferin e l'ipocrisia di Gravina. C'è una questione rigori in Serie A: differenza intollerabile! Sceneggiata bis al Coni

Andrea Bosco ha lavorato al “Guerin Sportivo“, alla “Gazzetta dello Sport“, al “Corriere d'Informazione”, ai Periodici Rizzoli, al “Giornale“, alla Rai e al Corriere della Sera.
14.05.2021 00:17 di Andrea Bosco   Vedi letture
L'IMBOSCATA  - Juve quasi fuori, è tardi anche per i rimpianti. Ora non bisogna illudere i tifosi. La protervia di Ceferin e l'ipocrisia di Gravina. C'è una questione rigori in Serie A: differenza intollerabile! Sceneggiata bis al Coni
© foto di Andrea Bosco

E' tardi: anche per i rimpianti. La Juve è quasi certamente  fuori dalla Champions è lo sa. Anche dovesse vincere le ultime due gare della stagione. Ma se ancora spera la Lazio, che in classifica rema dietro alla Juve, gli ormai ex campioni d' Italia possono a loro volta sperare nel miracolo. Aggrappandosi ai big che hanno ripreso a far centro con il Sassuolo. I singoli:  i Buffon, i Ronaldo, i Dybala e per una mezza notte anche Rabiot. Solo mezza, perché prima del gol la leggerezza (l'ennesima) del francese, costata l'ennesimo rigore, era da matita rossa e blu. I campioni:  perché il gioco è una opzione non prevista alla Juve. Da due anni funziona così.  Una sorta di anarchia rende la Juve allergica al collettivo e al  gioco. Al centro dell'anomalia un uomo, Arthur, visibilmente impari al ruolo in commedia: un bluff. Campione di plusvalenza e niente più.

La Juve  avrebbe dovuto vincere contro il Milan. Non lo ha fatto e ora pagherà.  Si tratta di guardare in faccia la realtà. Al punto tale che  persino due vittorie e una qualificazione Champions  potrebbero risultare una jattura. Facendo perdurare la convinzione che l'annata sia stata “solo“ sfortunata, che Pirlo maturerà, che Arthur diventerà la prossima stagione un Dunga.

Che Chiellini e Ramsey non si infortuneranno. Che Kulusevski farà gol a raffica. Che Bernardeschi, magari in porta (manca solo quel ruolo poi li ha fatti tutti) parerà meglio di Buffon .

La Juve finisca, magari togliendosi lo sfizio di battere Antonio Conte (che per vincere a Torino  farà giustamente carte false) e magari vincendo la Coppa Italia. Poi tiri una bella riga e programmi  il futuro. Senza illudere i tifosi: quelli ragionevoli dopo questa fallimentare annata sono consapevoli che ci vorrà del tempo per rinascere. Due, forse tre anni. Dopo nove di consecutivi successi non sarebbe uno scandalo. L'errore sarebbe non prendere atto degli errori commessi. L'errore sarebbe arrivare a giugno senza un progetto di ricostruzione in testa .

Poche altre cose, per finire. La protervia di Ceferin sta assumendo  toni non più sopportabili. Il problema non sono i club che hanno ipotizzato la scalcinata Superlega: il problema è la sua tirannia. Con Ceferin al timone dell'Uefa il calcio continentale vivrà giorni bui. Poi c'è l'ipocrisia di Gravina. Che “adesso“  chiede alla Lega e alle società di consentire la riduzione a 18 squadre del campionato di serie A . Adesso: quando il gas del dissesto finanziario si è propagato. Anni sprecati. Anni di inviti mai accolti.  Anni di  “spallucce“ nel segno del più smaccato gattopardismo. Ora sta arrivando la resa dei conti: non metaforicamente. Proprio nel segno dei libri contabili avviati al tribunale.

C'è una questione rigori che andrebbe affrontata nel campionato italiano. E poco importa che quasi sempre quelli assegnati ci “fossero“. La statistica è una anomalia. Capeggia il Milan con  18 rigori a favore e 13 subiti. E se la seconda, il Sassuolo  (12/11) insegue a  relativa distanza, è dalla terza  in giù che la situazione diventa surreale. Terza il Crotone ( 9/9 ). Poi la Lazio ( 9/6). Poi il pacchetto delle quarte: Juve ( 8/7), Roma ( 8/7), Napoli ( 7/7), Inter (7/6) . Se al designatore sembra che i conti tornino, allora non resta  al commentatore che il disagio. Determinato non dal sospetto. Ma dall'evidenza di una disparità di giudizio clamorosa. Non sono scandalosi  i 18 rigori a favore del Milan. Lo sono i 7 assegnati all'Inter: una intollerabile differenza .  O Rizzoli lo capisce, oppure Rizzoli vive su Marte. Ma se vive sul Pianeta Rosso, vada a designare da quelle parti. Perché da queste, in questo campionato, checché ne dicano molti ex principi del fischietto, l'anomalia c'è stata .

Infine: la sceneggiata bis al Coni. Per Lazio- Torino, il Collegio di garanzia ha deciso che la gara dovrà essere disputata. Il  problema non è il verdetto. Il problema è l'attendibilità della giustizia federale, ormai pari allo zero. Si abolisca quell'ufficio, “abbandonato“ dallo stesso presidente Federale e  ormai inutile. Si vada direttamente (e sempre) al Coni. Come minimo si risparmierebbero degli stipendi. Se siete persone propense a “bersela“ pensate pure che verranno fatte le riforme. Anche io credevo a Babbo Natale. Sicuri di essere “cresciuti“?