Ricordate quel giorno? TORINO-JUVENTUS

La rivisitazione di alcune partite giocate dalla Juventus; storie di vittorie e di sconfitte per riassaporare e rivivere antiche emozioni
02.11.2019 10:26 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Ricordate quel giorno? TORINO-JUVENTUS

22 novembre 1964 – Stadio Comunale di Torino
TORINO-JUVENTUS 0-3
Torino: Vieri; Poletti e Buzzacchera; Puia, Rosato e Ferretti; Crippa, Ferrini, Brighenti, Meroni e Moschino. Allenatore: Rocco
Juventus: Anzolin; Gori e Sarti; Bercellino, Castano e Leoncini; Stacchini, Da Costa, Combin, Del Sol e Menichelli. Allenatore: Herrera
Arbitro: Sbardella di Roma
Marcatori: Stacchini al 16’, Da Costa al 51’ e Menichelli al 75’


Di fronte a circa settantamila spettatori la Juventus ha dato finalmente una prova della sua vitalità tecnica e tattica battendo per 3-0 il Torino. È stata una bella partita, che onora lo sport, per la civiltà dimostrata in campo e dal pubblico e per il gioco che vi si è svolto. Contrariamente a chi credeva di vedere la Juventus arroccata sulla solida difesa di fronte agli attacchi dell’antagonista lanciata da recenti successi, la squadra bianconera l’ha fatta da padrona.

Al fischio dell’arbitro romano Sbardella è partita in tromba e sorretta da due mantici di grande esperienza tecnica quali Da Costa e Del Sol ha tenuto subito in soggezione l’avversario. Come due mantici le mezze ali bianconere hanno alimentato il fuoco offensivo che si è snodato secondo la tematica di Herrera. Non già una pressione per tentare lo sfondamento delle linee di resistenza avversarie, ma una manovra elastica, con delle fiondate, tali da sorprendere la sua pur munita difesa.

Hanno collaborato con gli inesauribili Da Costa e Del Sol, Stacchini, Menichelli e anche Combin, che pur non riuscendo nel suo intento di segnare, ha cercato più volte l’intesa con i compagni. Combin, secondo l’allenatore, potrà risolvere il suo problema il giorno in cui non cercherà il successo personale ma tenterà di emulare i compagni nell’intesa di gioco. Allora i goal matureranno così come matura un raccolto.

Sugli scudi anche la difesa. Magnifico Castano, sbalorditivo Gori, ottimi Leoncini, Sarti, Bercellino e splendido Anzolin nelle occasioni in cui ha dovuto intervenire. Novanta minuti di gioia per i tifosi che hanno visto una grande Juventus. Infatti mai nel corso della partita essi hanno avuto l’impressione che la loro squadra potesse essere in pericolo. La Juventus ha mantenuto l’iniziativa del gioco dal principio alla fine e la squadra è andata all’attacco perché aveva raggiunto il suo grado di perfezione atletica.

La Juventus non ha soltanto vinto, non ha soltanto stravinto – si legge su “La Gazzetta dello Sport” – la Juventus ha convinto, arciconvinto in virtù di un gioco di complesso che da almeno cinquecento giorni non le vedevamo sciorinare: un gioco così vigoroso in difesa, così calibrato a centrocampo, così razionale in attacco da chiedersi se si fosse desti o se si sognasse. Da un capo all’altro della gara, l’undici bianconero ha dominato il campo, l’ha fatta da padrone concedendo alla rivale cittadina appena scarsi spunti di reazione tra un goal e l’altro. Alla fine, i bandieroni bianconeri che salutavano i trionfatori, avevano ben ragione di sventolare in tripudio. Da tempo, giornata juventina non era stata come questa radiosa: a buon diritto, dunque, è lecito parlare di una Juventus rinnovata e ritrovata.

Diciamo intanto, fuor da qualsiasi equivoco, che la partita è stata di un’esemplare correttezza (salvo un fallo cattivo di Ferrini su Menichelli), che nessun incidente o infortunio è subentrato a rompere l’equilibrio tecnico della gara e che il gioco delle marcature è rientrato nelle previsioni logiche dello sviluppo tattico della gara stessa. La Juventus, dunque, ha trionfato per i seguenti fattori: superiore dinamismo, migliore impostazione a centrocampo, spiccata intelligenza di Da Costa, più chiara disposizione al gioco di movimento in attacco.