RMC Sport - BRAGHIN a La Giovane Italia: "Juve pioniera, investito su Femminile e U23 per ottenere il meglio. Il segreto della società..."
Il dirigente bianconero Stefano Braghin, responsabile dell’Academy organizational department e di Juventus Women, è stato ospite de "La Giovane Italiana", programma di RMC Sport condotto da Dario Ronzulli e Paolo Ghisoni. Tuttojuve.com ha ripreso integralmente il suo intervento:
Le Juventus Women sono state eliminata dalla Champions League per mano del Brondby. Immagino ci sia un po' di delusione, al netto di quella che è stata la prestazione delle ragazze nei 180 minuti.
"Per noi è un po' un'esperienza nuova, da pionieri, perchè la squadra è stata fondata l'anno scorso e quindi era la nostra primissima esperienza internazionale. Naturalmente nel calcio femminile abbiamo ancora del percorso da fare per arrivare al livello delle eccellenze europee. Stiamo cercando di bruciare le tappe, ma sicuramente ci sono dei passaggi obbligati che bisogna fare. Abbiamo trovato una squadra - il Brondby - che è da tanti anni ai vertici del calcio femminile in Europa, la Danimarca ha giocato la finale dell'ultimo campionato europeo, quindi un movimento molto forte. Probabilmente nella partita d'andata un po' di timore ci ha portato a fare questo pareggio casalingo che al ritorno non siamo riusciti a ribaltare".
Andiamo nei meandri del calcio femminile, ll calcio danese, il calcio belga, e non arriviamo alle tedesche: sono teoricamente formazioni che quando uno legge il nome deve dare il risultato acquisito per le italiane, invece la Juventus Femminile è all'inizio di un percorso che sarà sicuramente virtuoso a lungo andare. Ma ricorda la campagna europea della Juventus - parlando della Prima Squadra maschile - quando cominciavano a tornare gli Scudetti e in Europa si faceva molta fatica. Il gruppo adesso si è stabilizzato ai vertici delle rassegne continentali perchè c'è una continuità di un progetto a livello dirigenziale. E in casa Juve si faranno le cose bene. Si è pionieri anche con l'Under 23. La Juventus non è partita benissimo nel campionato di Serie C, ma in prospettiva bisogna proprio dare un segnale sui progetti, sulle progettualità a lungo termine, e nessuno meglio della Juventus lo può dare. Hanno la possibilità di farsi scivolare addosso le critiche e crediamo sia l'esempio migliore che si possa spendere su questi versanti.
"Sicuramente la nostra società sta investendo molto, sta diversificando le attività sui vari fronti, compreso il progetto delle seconde squadre, quindi naturalmente quando ci sono dei progetti in partenza ci sono degli scotti da pagare e comunque dei percorsi che sono stati previsti. Però alla fine l'obiettivo finale, in tutti i progetti che iniziamo, è quello di ottenere il meglio, sia dal punto di vista sportivo, che dal punto di vista della crescita della squadra e dei ragazzi".
La Juventus ha anche modificato il Settore Giovanile non tanto dal punto di vista strutturale, quanto dal punto di vista filosofico in questi anni, complice anche la creazione di strutture extra-calcistiche: il liceo, la scuola. La missione è stata quella di creare un ambiente non solamente calcistico per la crescita dei ragazzi.
"Assolutamente. Ma io dico sempre che soprattutto a livello di Settore Giovanile le società, comprese quelle professionistiche, forse soprattutto quelle professionistiche, hanno anche il compito di formare degli uomini, dei cittadini e degli sportivi, anche perchè molti di questi ragazzi, ai quali auguriamo ogni bene, potrebbero poi un domani aver bisogno di un lavoro per andare avanti. le statistiche dicono che il 10-12% dei ragazzi del nostro Settore Giovanile oggi vivranno di calcio, gli altri saranno comunque cittadini, sportivi e tifosi. Io sono quasi più preoccupato per i ragazzi che non ce la faranno e che a un certo momento dovranno uscire dal sogno calcio per entrare nella vita quotidiana. Quindi credo sia anche un dovere etico e sociale di una società, in età giovanile, quella di formare anche al di fuori del campo i propri ragazzi, in modo che abbiano anche delle competenze e delle conoscenze che gli permettano di essere competitivi nella vita di tutti i giorni. Siamo l'unica società che ha un liceo interno, abbiamo fatto una serie di iniziative e di incontri con vari specialisti, su varie tematiche, dalla nutrizione, alla salute, l'alimentazione, il fumo, per cercare di dare loro gli strumenti per orientarsi, non solo in campo ma anche fuori".
Anche dal punto di vista dell'eduzione, la Juventus ha diverse medaglie da mettersi sul petto, conoscendo diversi ragazzi italiani: hanno un profilo che dire basso a livello di umiltà, praticità, educazione... Quelli che stiamo vedendo arrivare in Serie A adesso, parlo di Audero, Romagna, Lirola, Cassata, sono ragazzi che ti danno un termometro diverso dalla generazione attuale, con la testa sulle spalle, con la coscienza di inseguire un sogno che non è ancora un lavoro. Gran parte dei meriti su come quel marchio sia uscito in maniera piuttosto chiara e sia un marchio indelebile sui ragazzi, è merito suo e del suo staff. La Juve non lavora bene solo ad alti livelli, ma lavora bene sotto.
"La società ci mette a disposizione tutto quello che serve, è un lavoro veramente di squadra che va dai massimi vertici che dettano le strategie, fino alle persone più operative che le mettono in pratica. Credo che il segreto di questa società sia soprattutto la coesione e il lavoro di squadra fuori dal campo che poi porta i risultati anche sul campo. Sul tema specifico dei giovani, io credo che ormai i calciatori debbano essere anche evoluti dal punto di vista delle conoscenze, dell'educazione o banalmente della conoscenza delle lingue. E' molto più semplice adesso avere allenatori stranieri o andare a giocare all'estero, avere la necessità di spiegarsi con dei compagni, dei giornalisti, dei tecnici. Quindi delle conoscenze di base sono fondamentali. La nostra storia è che chi nel nostro liceo andava bene, studiava e aveva dei buoni risultati, poi sul campo ha sempre risposto, quando c'erano naturalmente le capacità tecniche. Partendo da questa convinzione, puntiamo molto, non solo sulle due ore di allenamenti, ma su tutto il resto della giornata, anche perchè le famiglie ce li affidano a 14 anni e credo sia un impegno etico e morale anche nostro restituirli alle famiglie a 18-19 anni che siano soprattutto degli adulti e delle persone ben educate. Poi se ci sono dei calciatori forti come accade, tanto meglio".
Cosa ti ha conquistato del calcio femminile? A livello di Settore Giovanile, sempre parlando di fanciulle, sappiamo che si sta lavorando non dall'altezza alla base, ma invertendo un po' la situazione, che è anche il segreto che dovrebbe essere di tutti i Settore Giovanili, cioè avere un buon serbatoio per arrivare a produrre qualcosa di importante in alto. Chiudiamo facendo gli auguri ad una ragazza che è stata una delle principali sostenitrice della Giovane Italia quando giocava a Brescia, che è Martina Rosucci. Ha avuto un brutto infortunio, il secondo, e siamo sicuri che tornerà più forte di prima.
"Il calcio femminile affascina chiunque ami il calcio, perchè poi quando ad uno piace questo gioco, e come me, come tanti altri, ne ha fatto la propria vita, la passione è a prescindere da chi lo pratica, il pallone, il campo e quelle emozioni che dà il calcio. Poi che sia interpretato da uomini o da ragazze cambia poco. Naturalmente appassiona oggi la passione grande di queste ragazze che hanno voluto crescere controcorrente, perchè per tanti anni erano sicuramente additate a fare questo sport così inusuale per le donne, quindi c'è una grande passione, una grande spontaneità e genuinità. Io che vengo dai dilettanti, ho ritrovato le emozioni di inizio carriera. Questo sicuramente mi ha dato voglia di aiutarle, di farle crescere, perchè sono molto riconoscenti e allo stesso tempo stimolanti. In tutto il Settore Giovanile noi oggi abbiamo 150 bambine e anche delle ragazzi di fuori regione. Domenica ha esordito una ragazza di 17 anni in Serie A. Nella nostra squadra cerchiamo sempre di fare un mix in cui almeno due-tre ragazze delle Nazionali giovanili siano presenti. Le ragazze che hanno fatto il Settore Giovanile in una società professionistica saranno sicuramente avvantaggiate, e noi stiamo lavorando in quella direzione, sperando che tra qualche anno, non dico di farci le squadre in casa, ma che una buona base sia nostra, andando poi solo a rinforzare dei ruoli specifici, magari guardando all'estero. Però l'idea è di creare in casa le calciatrici e anche gli allenatori, perchè gli allenatori del Settore Giovanile sono molto giovani e cerchiamo di formare degli specialisti anche in quel ruolo".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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