Rischiano tutti, in primis Spalletti. E Vlahovic non sarà più sostenibile
L'eliminazione da parte del Galatasaray, in una serata più che interessante per quanto visto in campo, rischia di avere serie complicazioni. Perché per un altro anno, il secondo consecutivo, a fine febbraio è già finita la musica. Niente Scudetto, niente Champions, la Coppa Italia era stata dimenticata già tre settimane fa. Giusto o sbagliato che sia è uguale a quanto si è visto con Thiago Motta solo un anno fa, con un problema in più: la Roma di Gasperini non ha iniziato come quella di Juric e De Rossi. L'Atalanta sta recuperando, il Milan difficilmente uscirà dal treno Champions. Poi c'è il Como, il Napoli... e l'Inter, che da par suo sembra già avere due piedi nella prossima Champions.
Così rischiano tutti. Perché il mancano quarto posto può essere una mannaia per Luciano Spalletti. Ma anche per Damien Comolli che ha speso diversi milioni per non rinforzare la squadra - visto che solo David è stato il titolare, in maniera forzata del resto - oppuire Dusan Vlahovic, che non è più sostenibile con quel tipo di stipendio. Non lo era già di partenza, ma con la nuova Champions arrivano assegni differenti (e doppi) rispetto a quella vecchia.
È anche difficile spiegarsi questa situazione. La Juventus ha deciso di non comprare un portiere di grido, come quello di un Milan, di una Roma o di un'Atalanta, per puntare su Di Gregorio, un anno al Monza. In difesa senza Bremer si balla più che sul Tagadà, McKennie è l'unico che sta migliorando fra fasce e centrocampo, dal rinnovo di Yildiz tutto è andato a peggiorare, seppur il turco sia - sempre o quasi - il migliore. Ora, forse sì, servirà una rifondazione. E anche l'ammissione di non essere più la Juve dei nove Scudetti consecutivi.
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