Perin, l'uomo silenzioso

14.09.2018 06:30 di Giulia Borletto  articolo letto 12859 volte
Perin, l'uomo silenzioso

Silenzioso, rispettoso e molto poco sopra le righe. Mattia Perin sapeva che accettare la corte della Juventus avrebbe comportato qualche sacrificio in più e non solo sul piano atletico. Dopo tante stagioni passate da titolare nel Genoa, squadra in cui era diventato un vero punto di riferimento, la decisione di trasferirsi a Torino per fare il probabile secondo a Szcezney, non era stata digerita da tutti. In pochi insomma avevano capito che la sua scelta era dettata dal passaggio di un treno troppo importante e impossibile da non prendere, ovvero quello bianconero, come lui stesso aveva spiegato in conferenza stampa. Nella tournée americana spazio c'è stato per entrambi i portieri, poi il ritorno di Bonucci lo ha obbligato a rinunciare al 13 scelto in onore della figlia e le prime panchine in campionato. Perin sapeva che non sarebbe stato immediato il suo utilizzo, ma che anche il suo momento sarebbe arrivato ("se in panchina ci sta uno come Dybala, ci posso stare anche io insomma", avrà pensato). Quel momento potrebbe essere domenica, allo Stadium contro il Sassuolo, perchè anche lui rientra nel gruppo di giocatori messi in discussione grazie alle tantissime gare che la squadra di Allegri si spera dovrà giocare in questa stagione e per Perin questo non è un problema.