LIVE TJ - SARRI: "Atalanta avversario tosto da tempo: la definizione di Guardiola la più bella. Panchina lunga luogo comune. Le condizioni di Chiellini e Alex Sandro..."

10.07.2020 16:46 di Simone Dinoi Twitter:    Vedi letture
LIVE TJ - SARRI: "Atalanta avversario tosto da tempo: la definizione di Guardiola la più bella. Panchina lunga luogo comune. Le condizioni di Chiellini e Alex Sandro..."

Maurizio Sarri presenta Juventus-Atalanta, gara valida per la 32ª giornata di Serie A, in programma domani sera alle 21:45 all’Allianz Stadium. Tuttojuve.com vi riporta la conferenza stampa dell’allenatore bianconero in diretta.

Atalanta test complicato: è una di quelle gare che possono decidere lo scudetto?

“Questa è una fase importante della stagione. L’Atalanta in questo momento va considerata una realtà: sta facendo benissimo e ha numeri di grandissimo livello soprattutto in trasferta. Quindi è un avversario difficilissimo ma ormai lo è da diverso tempo. La più bella definizione dell’Atalanta penso sia quella di Guardiola: è come andare dal dentista, ne puoi uscire anche bene ma il male lo senti comunque”.

Sorteggi di Champions…

“No lasciamo perdere, non mi interessa. In questo momento abbiamo un solo obiettivo che è il campionato e poi penseremo al Lione. È talmente lontano dai nostri pensieri che non ci dobbiamo perdere neanche la minima energia”.

Con Dybala in campo a San Siro avreste perso lo stesso?

“Che Dybala sia un talento assoluto nessuno lo mette in discussione. Visto il blackout così totale penso che avremmo perso anche con lui”.

Douglas Costa ha bisogno di partire titolare?

“Dougy per noi è importante, per certi momenti può fare la differenza. Abbiamo fatto un periodo senza Higuain e con pochissime alternative e in quel periodo Dougy era troppo importante averlo in panchina per poter cambiare le partite”.

Con l’Atalanta è più difficile sul piano atletico o tattico? Che partita si immagina?

“L’Atalanta ti fa rischiare dal punto di vista tattico perché è una squadra aggressiva che viene a prenderti nella costruzione dell’azione e ha ripartenze di grandissimo livello. Il rischio tattico è insito nella partita. Dal punto di vista fisico hanno accelerazioni importanti. È una partita difficile sotto tutti i punti di vista anche se secondo me tutte le squadre hanno qualcosa in meno rispetto ai momenti migliori della stagione. Però questa capacità di strappo loro ce l’hanno ed è un’altra cosa da tenere in considerazione”.

Cosa vorrebbe vedere domani dalla sua squadra?

“La continuità sarebbe un aspetto importante. Vedo che in questo momento particolare della stagione tutte le squadre hanno difficoltà nell’arco dei 90 minuti ad avere continuità di rendimento. In questo periodo le partite subiscono balzi improvvisi da un momento all’altro. Quello che mi piacerebbe vedere è ordine perché nei momenti in cui rischi di perdere di mano la partita l’ordine è determinante”.

C’è stato il tempo per analizzare il Milan? Su quale tasto ha battuto di più?

“Nello sport e nella vita in generale è questione di priorità. Penso che se questo fosse accaduto nella prima parte della stagione la priorità era andare alla ricerca della cause del blackout, siccome è avvenuto nella seconda parte della stagione e non ci sono tempi lunghi la priorità diventa fare in modo che incida in maniera negativa il meno possibile. Quindi bisogna subito guardare avanti e non indietro”.

Ha pensato alla partita d’andata?

“L’Atalanta all’andata fece 55 minuti di ritmo infernale e poi nella fase finale probabilmente non era in grado di sostenere quel ritmo. È un momento diverso e penso che venga fuori una gara diversa. L’Atalanta calò leggermente, non ebbe un blocco repentino. Non penso ci saranno quei ritmi quindi non possiamo pensare a un loro eventuale calo".

Come sta la squadra? Ci possono essere cambi vista la panchina lunga?

“La panchina lunga mi sembra un luogo comune, ultimamente l'abbiamo avuta abbastanza corta. I numeri della prestazione fisica di Milano sono i migliori del post sosta. Sia in quantità che in qualità di corsa, soprattutto nei metri di altissima accelerazione. Quando una squadra passa da 10 a 0 nell'arco di due minuti non si può parlare di decadimento fisico perché questo è graduale. Noi ci siamo paralizzati su un rigore, non penso che il nostro problema sia di quel carattere in questo momento. Cambi vediamo. Siamo usciti con qualche acciaccato, qualche botta. Penso quasi tutto recuperabile però vediamo nell'allenamento di oggi che è l'unico che facciamo tra una partita e l'altra".

Come stanno Chiellini e Alex Sandro?

“Sono due situazioni completamente diverse. Alex Sandro ha fatto stop di 10 giorni per un infortunio quindi la fase di rientro in gruppo è molto più veloce. Giorgio ha fatto un percorso purtroppo diverso perché dal 30 agosto in poi gli allenamenti con la squadra sono stati pochi con lunghi periodi di rieducazione. Ha avuto qualche problemino dopo la sosta perché chiaramente dopo mesi di rieducazione starne altri due fermo in casa gli ha comportato qualche problematica nel momento della ripresa. È un giocatore che negli ultimi 11 mesi è riuscito ad allenarsi pochissimo con il gruppo. Il suo è un recupero più lungo per forza di cose".

Dopo quella sostituzione ha parlato con Higuain? Perché era arrabbiato?

“Non lo so, non ci ho fatto neanche caso sinceramente. Non mi sembra fosse arrabbiato per il cambio, lui era convinto di poter fare 55-60 minuti e ne ha fatto qualcuno in più.  Era logico che dovesse andare alla sostituzione in questo momento. Sta meglio, ha fatto una partita di livello dignitoso soprattutto nel primo tempo. È riuscito a venire incontro e a farci giocare diversi palloni e ad aiutarci nelle uscite dalla nostra metà campo. Chiaramente non è al massimo della condizione, ma rispetto a due settimane fa l’ho visto in crescita".