La panchina non è sala d’attesa…
La panchina non è una sala d’attesa: il messaggio di Spalletti, la sorpresa Boga e la corsa Champions della Juventus
“La panchina non è una sala d’attesa”. Le parole di Luciano Spalletti colpiscono perché spiegano perfettamente cosa significhi oggi essere una squadra vera. Una squadra non è composta solo dagli undici che iniziano la partita, ma da tutti i giocatori che fanno parte della rosa: chi parte titolare e chi entra a gara in corso.
Chi subentra non deve pensare di avere solo una possibilità o una potenzialità da sfruttare, ma quasi l’obbligo di cambiare la partita. Entrare con intensità, determinazione e cattiveria agonistica per modificare l’inerzia della gara e avvicinarla allo spartito che l’allenatore ha in mente.
È quello che si è visto nelle ultime partite, contro la Roma e contro il Pisa. I giocatori entrati dalla panchina hanno portato energia e voglia di incidere. Magari non immediatamente, ma nel corso della gara sono riusciti a dare un contributo concreto.
L’emblema di questo atteggiamento nelle ultime due gare è stato senza dubbio Jeremie Boga. Una sorpresa per molti: pochi si sarebbero aspettati di vedere Boga segnare due gol in due partite. Un bottino che, in così poco tempo, è già superiore a quello di altri giocatori che hanno avuto molto più minutaggio.
Boga è entrato convinto, determinato, quasi “cattivo” nel modo giusto. Certo, come ha sottolineato lo stesso Spalletti, può e deve ancora migliorare, soprattutto trovando continuità nel rendimento. Ma se la Juventus riuscirà davvero a recuperare questo giocatore — quello che ai tempi del Sassuolo l e dell’Atalanta aveva mostrato qualità importanti — allora potrà contare su un’arma in più nella corsa alla Champions League.
Da qui in avanti servirà crescere partita dopo partita, ripartendo soprattutto dall’intensità mostrata nel secondo tempo contro il Pisa: ritmo alto, giocate convincenti e maggiore attenzione difensiva. Perché contro il Pisa qualcosa è stato concesso di troppo, al di là del risultato finale e del clean sheet.
La prossima tappa sarà già una battaglia: la trasferta contro l’Udinese. A Udine la Juventus non può permettersi altri passi falsi: vincere diventa fondamentale per mettere pressione alle dirette rivali come il Como e la Roma, entrambe davanti in classifica e determinate a conquistare quel quarto posto che vale l’accesso alla Champions League.
La corsa è apertissima. E, come ricorda Spalletti, spesso può deciderla proprio chi parte dalla panchina.
@pavanmassimo TASTIERA VELENOSA
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