Juve sempre più a picco, crollo anche a Cagliari
I timori della vigilia non erano frutto della scaramanzia ma di una sana e lucida constatazione: il Cagliari di Allegri in questo momento è più forte della Juventus di Ciro Ferrara. Il che non sarebbe nemmeno grave se non fosse per le fanfare mediatiche provenienti da corso Galileo Ferraris che spingevano l'onda mediatica verso promesse di ambizioni in campionato e coppa. Sconfitta per due a zero a Bordeaux, stesso risultato oggi contro il Cagliari. La crisi è aperta e si fa fragorosa poiché l'aggravante è un'autentica coltellata al cuore dei tifosi bianconeri: L'Inter passa sulla Fiorentina e vola a più sette, potendosi permettere di gestire con la massima tranquillità il prossimo scontro diretto. Che cosa raccontare del match se non il solito disordine tattico, la consueta pochezza di campioni (o presunti tali) come Diego e Amauri sempre più avulsi dal gioco o meglio dal non gioco bianconero. Ferrara rivolta ancora una volta uomini e schemi come un accanito scommettitore cerca delle sue giocate per arrivare a quella vincente. Nel gioco dei numeri e dei nomi stavolta la spunta Marchisio, largo sulla sinistra, con Del Piero e Giovinco in panchina. Molinaro ritrova il campo dopo l'imbarazzante prestazione di Siena e il tempo, a dire la verità, sembra essersi fermato ad allora in quanto la prestazione è pressoché identica. Nella prima parte del match i rossoblù di Allegri tritano la mediana bianconera con un pressing asfissiante che manda in letargo Diego e compagni. Il gol del Cagliari arriva con una giocata magistrale di Nenè che da trenta metri fa partire un siluro che si insacca all'incrocio dei pali di un attonito Buffon. Siamo appena alla mezzora ma francamente il gol cagliaritano sarebbe potuto arrivare già prima. La reazione della Juve? Nulla... Nella ripresa perlomeno si assiste a un atteggiamento mentale diverso dei bianconeri( o almeno di alcuni di essi) che sembrano crederci di più. Chiellini è ammirevole nel tentativo di sdoppiarsi nelle vesti di difensore e attaccante aggiunto ma la confusione tattica dei bianconeri è totale ed è proporzionale alla voglia e alla determinazione che per la verità si vede nel finale. Ferrara butta nella mischia anche Giovinco, Del Piero e Tiago ma il passivo si fa più pesante nel finale quando in contropiede Matri insacca il gol del due a zero dopo essersi fatto gioco di Cannavaro. Nota a margine per alcune sviste arbitrali che negano due penalty ai bianconeri di cui uno su Amauri apparso netto. Tutto ciò tuttavia non può che essere solo un elemento di contorno di un match che ha visto il Cagliari meritare nettamente la vittoria e la Juve inseguire lo spettro di se stessa, di una squadra che qualche anno fa avrebbe fatto un sol boccone di partite come quella odierna e che oggi si ritrova a vivere con l'ansia di veder gettare alle ortiche già a dicembre tutti i propositi di vittoria finale. Per Ferrara è l'ora dell'assunzione di responsabilità, per la dirigenza e la proprietà lo è già da parecchio tempo.
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