Il mago dell'illusione e... una vita a lievitare colpi ad effetto: Di Maria nel suo fantastico mondo

Il mago dell'illusione e... una vita a lievitare colpi ad effetto: Di Maria nel suo fantastico mondoTuttoJuve.com
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giovedì 7 luglio 2022, 16:30Primo piano
di Niccolò Anfosso

Quel fisico gracile, quel mancino fatato. L’aria nitida che scorre leggera e palpabile. Un soffio istantaneo che cattura il fascino più profondo dell’universo emotivo. È docile il pallone tra i suoi piedi, le passioni si muovono e molto spesso squarciano l’incredulità degli occhi di chi osserva. Quei giorni trascorsi sul seggiolino posteriore a macinare chilometri sulla bici della madre per dirigersi agli allenamenti Angel Di Maria non li scorderà mai. Quei giorni da ragazzino ad aiutare il papà a distribuire legna e carbone nemmeno. Con in testa sempre e solo il pallone. Iperattivo sin da piccolo, tanto da definirsi “vivace, incontenibile, un bimbo terribile e combina guai”. Aveva un anno, poco più. Camminava nel girello e, in giardino, cadde in un pozzo. La madre riuscì a salvarlo e, preoccupata, lo portò addirittura da un medico, che le consigliò di farlo giocare a calcio. L'inizio della strada. Facile e immediata, non trovate?

MAGO (FID)ATO DELL'ILLUSIONE. Il Rosario Central lo portò in squadra per la bellezza di 36 palloni, il Manchester United pagò 80 milioni di euro per averlo tra le mura di Old Trafford. Dall'Argentina alla Francia, ne sono trascorsi di tempi di gioco illusi e verticalizzazioni smarcanti. In mezzo c'è tutta la vita del Fideo, 'lo spaghetto'. Così in Argentina l'hanno soprannominato per la conformazione fisica. La geografia dei sogni l'ha incanalata sul binario della realtà, dopo aver lavorato per 16 anni in una miniera di carbone con la moglie Diana e i tre figli, impegnati nel trasporto e nelle consegne. Quando meno te l'aspetti, ecco la telefonata che cambia la vita: il Benfica lo vuole ad ogni costo. Lui accetta, con la felicità dei primordi e l’entusiasmo del sognatore. “Guarda avanti, non voltarti", il motto identitario. Controtempo o sorpresa, il realismo magico è nei pensieri e nel sinistro del Fideo. Se una giocata gli passa per la testa, rassegnatevi: gli riuscirà. Un tocco e via, a prefigurare corridoi immaginifici, edificando le convinzioni dei compagni, distruggendo quelle degli avversari.

UNA VITA A LIEVITARE COLPI AD EFFETTO. ll dominio interiore è l'assenza di turbamento. Per liberarsi d'ogni paura servono forza e coraggio. Con quelle braccia lunghissime, l’andatura caracollante che pare spostargli la direzione di traiettoria da un istante all’altro, molti l'hanno spesso sottovalutato. Di Maria vive il suo 'calcio d'inserimenti' come un continuo superamento del bagaglio strutturale, la qualità è libera attività creatrice. Verticale e dinamica. Lievita sulla corsia, s'accentra e s'addentra tra le difficoltà di lettura di chi lo affronta. Mai fermarsi alle soglie delle parvenze d'una stagione, come quella alla corte di Van Gaal, che lo fece sbandare e non poco, eclissandogli le rosee ambizioni di poter diventare uno dei migliori di sempre. Molti l'hanno definito "giocatore di regime": perché sì, molto spesso ha reso al meglio quando pungolato dai tecnici. Così è stato a Madrid con Mourinho e Ancelotti. Ha vinto la Décima con i Blancos da uomo partita e sfiorato la Coppa del Mondo. 28 trofei con i club, più le gioie con l'Albiceleste. A Parigi, inizialmente, non tutto è andato come avrebbe voluto. Ma con Tuchel ha realizzato la trasformazione tanto agognata. Diventando l'ingrediente segreto che ha sciolto i nodi più stretti e diradato le nuvole più scure.

NEL SUO MONDO FANTASTICO. Deus ex machina, direbbero i greci. Catalizzatore della manovra offensiva, suggerirebbero gli analisti del pallone. Il timbro efficace è sul sinistro, con cui fa tutto, davvero tutto. Nell'album dei ricordi passano carrellate di magie inesplorabili. Come il frame dell'assist surreale a Mbappé nella trasferta di Champions League sul campo del Bruges nel 2019. Esterno tagliente che offusca la lettura di tre giocatori, spedisce in porta il fuoriclasse francese, che nemmeno ha la necessità di stoppare il pallone, deve solo spedirlo nel sacco. In bilico tra un talento da coltivare e la strabiliante capacità di stupire nelle contingenze più strette. Gioca disegnando l'immediatezza del sentimento, l'ardore della brillante inclinazione. Uno splendore ad intermittenza. Alcune volte frustrato, sconfitto e ai margini. Ne ha passati di brutti momenti Di Maria, ma la centralità del suo essere l'ha riafferrata con carattere e padronanza. Ora vuole continuare ad assaporare le gioie più profonde del suo mondo fantastico alla corte della Juventus. Ala destra, sinistra, falso nove, mezzala offensiva piegata e allungata: tra un'accelerazione eccentrica e un esterno imprevedibile... guai a distrarsi, in quel tessuto interconnesso di magiche parvenze.

All'alba di una nuova avventura, da iniziare con il piede giusto. Il sinistro, ancora una volta.