I giganti li vedi da lontano: sulle loro spalle spira il vento. Bremer è un Mortirolo per gli attaccanti!
A tratti continui, guardando il suo rendimento, per gli attaccanti sembrava davvero di trovarsi di fronte ad una montagna da scalare, osservata dalle sue pendici. Sono tratteggiati i tornanti dritti e ripidi, qualche albero e una strada che decide di non farti respirare affatto. Chiedete ad un ciclista cosa significa scalare il Mortirolo quando è già buio, quando gli unici raggi a filtrare non solo quelli del sole, ma quelli della luna. Panzer dell’assetto arretrato, professore ordinario della linea difensiva. Nemmeno le curve per spezzare la noia, per cambiare posizione sulla sella, per nascondersi da chi prova a prenderti la scia, oppure un punto di riferimento per migliorare la posizione. Gleison Bremer è un Mortirolo per gli attaccanti. Ha conquistato le vette più elevate a suon di prestazioni strepitose. Costruite su posizionamenti istantanei e precisi, letture magistrali efficaci nelle traiettorie aeree come nel gioco basso. Si sa: il campionato è un pretesto per vivere le vite dei giocatori e allungare il nostro spirito: quello del brasiliano è condensato negli attimi in cui sovrasta l’attaccante che prova ad affrontarlo. Percorrere binari immaginari è la necessaria ricompensa per i satelliti speranzosi di saltarlo in velocità, oppure di vincere un contrasto aereo. Illusioni puntuali, ritrovate sulla strada di ognuno di loro. Quello degli attaccanti è un limbo emozionale, spodestato dalla certezza che qualcuno ce l'avrebbe fatta. A scavalcarlo.
UN MOSAICO IMPERFETTO. La bellezza sconfinata dei bambini che giocano a pallone al parco giochi: si immedesimano ora con l’attaccante leggiadro, ora col mediano freddo calcolatore, un giorno con l’ala poderosa nello sprint atletico, l'altro con il difensore completo. Un mosaico imperfetto di interazioni illuminanti, tra qualità preminenti e difetti dominanti. Versioni drammatizzate ed elettriche di noi stessi, nostri alter ego capaci di veleggiare sul cemento, conquistare sicurezze, realizzare sogni che non possiamo realizzare. Bremer agli avversari non concede nemmeno gli scarichi. I centravanti forti fisicamente li fa innervosire, gli fa sentire a pieno carico il peso del confronto e del duello: fisico e in velocità. Sul lungo è temibile, quando corre all'indietro sa coprire con maestria gli spazi, potenti e tempestivi. I giganti sono così: li vedi da lontano. Hanno nell'identità tutti gli strumenti per essere forti, e in certi dettagli sembrano pure deboli, perché ci si chiede come facciano davvero a resistere, a stare così in alto, a sorreggersi. Sulle loro spalle spira il vento, perché sono esposti, perché non possono nascondersi. E Bremer non si nasconderà!
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

