FERRARA: "Non esistono partite amichevoli"

30.07.2009 17:20 di Andrea Lolli   Vedi letture
Fonte: Juventus.com
FERRARA: "Non esistono partite amichevoli"

La Peace Cup entra nel vivo: venerdì sera Juventus e Real Madrid si sfideranno per l’accesso alla finale del torneo e l’attesa cresce: «Proveremo a vincere – esordisce Ciro Ferrara nella conferenza stampa di vigilia – È una soddisfazione poter giocare gare questo tipo di gare, seppur in una competizione diversa dalla Champions. Quando ci sono partite del genere, in un periodo di preparazione nel quale che presenta novità importanti, c’è curiosità di scoprire il reale valore delle squadre. Anche se non si potrà dare già ora un giudizio definitivo, si potranno avere indicazioni su ciò che va migliorato e su quanto di buono è già stato fatto. Noi siamo qui per cercare di vincere il torneo, e se questo deve passare attraverso un successo contro il Real, meglio ancora».

In casi come questi non si può parlare di gara amichevole e l’affermazione risulta quanto mai veritiera agli occhi di Ferrara: «Per me non esistono amichevoli, questa è la mentalità che dobbiamo avere, che l’avversario si chiami Real Madrid, Vicenza o Cisco Roma. Se sei la Juventus e lavori per diventare una squadra forte, devi sempre giocare per vincere. In una partita come questa poi non c’è neanche bisogno di lavorare sugli aspetti motivazionali. Si tratta di una sfida tra grandi campioni e dunque c’è voglia da parte di tutti di misurarsi».

La sfida contro il Seongnam, che ha spalancato alla Juventus le porte della semifinale, ha già dato indicazioni utili, specie riguardo al talento di Diego e alla personalità di Felipe Melo: «Era importante per tutti e due iniziare a prendere confidenza con i compagni durante una partita. E’ chiaro che qualcuno ha più minuti nelle gambe e altri che ne hanno di meno. L’intenzione è portare più o meno tutti nella miglior condizione possibile per l’inizio del campionato, chiaro quindi che Diego e Felipe Melo inizieranno a giocare più minuti».

Per Ferrara si tratta ovviamente di una prima assoluta come allenatore, ma da giocatore i precedenti non mancano: «Ricordo un Real Madrid-Napoli 2-0 al mio debutto in Coppa Campioni, in uno stadio vuoto. Allora marcavo Butrageno…». Pare che El Buitre nei giorni scorsi sia stato visto nell’albergo dove alloggia la Juventus: «E’ passato di qui? Non l’ho visto, ma in realtà non lo vidi neanche allora quando segnò al ritorno –scherza Ferrara -Ora per fortuna è diverso e non vado più in campo…».

Riguardo alla possibile formazione anti-Real, Ferrara non anticipa nulla: «Non vogliamo dare vantaggi agli avversari. Tutti i particolari sono importanti, anche in partite di questo tipo. A volte si fa pretattica anche gestire meglio il gruppo, perché è giusto che tutti si sentano protagonisti e abbiano la possibilità di giocarsi il posto. Anche gli allenatori con più esperienza di me si comportano così, quindi non credo sia sbagliato. Comunico la formazione alla squadra durante la riunione tecnica, prima di andare allo stadio».

Niente anticipazioni sugli undici che andranno in campo dall’inizio dunque, ma riguardo al modulo non dovrebbero esserci novità: «Non cambieremo impostazione. Cercheremo di proporre il nostro tipo di gioco, sapendo che di fronte avremo una squadra che per cultura calcistica è composta da abilissimi palleggiatori. Noi abbiamo altre caratteristiche, ma stiamo lavorando anche sul cercare di tenere un possesso palla più alto, anche se le squadre italiane sono abituate a verticalizzare subito e a cercare immediatamente la porta. E’ una sorta di cultura che ci portiamo dietro. Il fatto di giocare con elementi più offensivi non sempre è garanzia di un maggior numero di gol. Puoi anche avere un modulo diverso con la possibilità di arrivare al tiro con i centrocampisti. Basti pensare alla Roma che per diversi anni ha avuto il solo Totti davanti, con centrocampisti capaci di arrivare al tiro».

Il Real, con la sontuosa campagna acquisti messa a segno, è un po’ sembra una macchina perfetta, ma la Juventus non è da meno: «Non esistono squadre perfette. Esistono squadre molto forti ma non è detto che possano vincere tutte le partite. Non sempre avere speso tanto corrisponde a risultati certi. La dimostrazione l’abbiamo vissuta proprio noi alla Juventus, quando per parecchi anni, nonostante una gestione oculata e a fronte di cessioni importanti, abbiamo continuato a vincere. Loro hanno investito molto, ma noi sentiamo di potercela giocare. Non do percentuali, ma so che la Juventus può vincere».

Ferrara vuole una Juventus aggressiva, capace di giocate spettacolari, ma anche di grande concretezza. Il tecnico non si ispira a nessuna squadra in particolare, anche se ammette di avere ammirato parecchio il Barcellona di Guardiola: «L’anno scorso ha fatto vedere un ottimo calcio, con tutti gli uomini in movimento, ma non vorrei che si scrivesse che mi piacerebbe una Juventus simile al Barcellona. Non voglio citare squadre del passato, altrimenti si dovrebbe pensare a troppe formazioni che hanno fatto la storia, tra cui anche il Napoli, o il Milan di Sacchi. Rimanendo all’attualità, il Barcellona è di grande qualità, ma anche il Manchester è una squadra tosta. Io vorrei una Juventus capace di mantenere le sue caratteristiche, di una squadra che non molla mai. Sarà difficile essere spettacolari come il Barca, quindi cercheremo di essere più concreti».

Vicino a Ferrara, in conferenza, siede Giorgio Chiellini e al tecnico viene chiesto se abbia l’intenzione di riportare il difensore sulla fascia: «In questo momento credo che Giorgio sia uno dei difensori centrali più forti al mondo, quindi non credo di utilizzarlo come terzino. Potrebbe essere una soluzione di emergenza, ma in generale a sinistra faremo affidamento su due giocatori importanti come Molinaro e De Ceglie, senza dimenticare Brazzo, che può comunque ricoprire quel ruolo».

Infine un pensiero a Caceres, che presto potrebbe vestire il bianconero: « Le visite mediche sono andate bene e quindi è probabile che possa far parte di questa squadra. Sarà un ulteriore elemento in grado di darci una mano. Il destino di Ariaudo? Beh, lui è voglioso di migliorarsi e con cinque centrali, potrebbe trovare poco spazio. Potrebbe essere utile andare a farsi le ossa altrove, ma anche rimanere qui potrebbe essere importante. Io credo molto nelle sue possibilità e decideremo insieme il da farsi».