ESCLUSIVA TJ - Sergio Porrini: "In Champions le big si sono indebolite al contrario della Juve, non puoi fare a meno di Bernardeschi. Marotta? Forse aveva perso un po' di potere..."
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex difensore bianconero campione d'Europa e del mondo nel 1996, Sergio Porrini, per parlare della vittoria dei bianconeri contro lo Young Boys e non solo:
Come hai giudicato la Juventus delle 18 e 55?
"E' un orario insolito che personalmente non mi piace, non capisco il perché due gare di due diversi gironi debbano giocare prima degli altri. La partita della Juventus si commenta da sola, è una squadra ormai convincente come gli anni passati. L'unica differenza rispetto ad allora è che le partenze non erano state così entusiasmanti. Ha dimostrato nuovamente che è la societa in Italia che lavora meglio di tutte, è destinata a mio avviso a diventare la squadra più forte al mondo e lo dimostra la campagna acquisti effettuata in estate".
Le tue parole sono un chiaro segnale per le ambizioni europee in Champions.
"Sì, ormai la Juventus è una squadra composta da campioni e possono soltanto migliorare partita dopo partita. Non c'era Ronaldo ma l'ha risolta Dybala. Certo, lo Young Boys era di un altro livello rispetto alla Juventus ma ieri le altre grandi hanno fatto fatica. La mia impressione è che si siano indebolite, al contrario dei bianconeri che si sono rinforzati".
E' stata la partita scacciacrisi di Dybala?
"Per me non era in crisi, ma è logico che la critica ti crocifigge in Italia in base alle singole prestazioni. Dybala è un campione, può spaccare le partite con la sua qualità ma bisogna andarci piano con i giudizi. Deve sempre provare a far la differenza e con questa tripletta conferma il buon momento che stava vivendo. Il suo valore non si discute, la sua classe è indiscutibile".
Le luci della ribalta erano tutte per Dybala, ma abbiamo visto un Bernardeschi in grande spolvero ed emerge sempre più la sua duttilità. Condividi questo pensiero?
"Bernardeschi, in questo momento, è il giocatore italiano più talentuoso che abbiamo. Allegri ha dimostrato di saperlo aspettare, lui è cresciuto ed ora sta per diventare grande. Quando lo vedi giocare, noti una forza fisica importante e uno spirito di sacrificio che in passato non c'era. Non puoi farne a meno, specialmente in una squadra che cerca di far la partita. Ha una qualità importante per esser determinante".
L'acquisto di Bonucci, secondo te, ha reso ancor più ibrida una difesa capace di giocare a tre e a quattro? Lo scorso anno non vedevamo spesso il cambio di modulo, almeno non così di frequente.
"Dipende dagli interpreti, almeno a mio avviso. Lo scorso anno, Barzagli giocava terzino e la difesa poteva variare a tre quando non era in fase di possesso. E' un po' come è successo ieri, a me è parso di vedere uno schieramento difensivo a quattro camuffato. Più che il modulo, più che Bonucci, sono i giocatori a determinare il modulo".
Come hai giudicato l'avvicendamento che ha coinvolto l'ormai ex ad Marotta? Oggi si vocifera sia vicino all'Inter.
"E' stato un fulmine a ciel sereno, una grande sorpresa inaspettata. Forse nell'organigramma Juve aveva perso un po' di potere perché Paratici e Nedved stanno crescendo molto. Lui ha voglia di provare nuove esperienze e non mi stupisce che squadre come l'Inter ci abbiano già messo gli occhi su di lui. Motivazioni? Sicuramente qualcosa all'interno si è rotto nei rapporti e nei legami, ma onestamente è difficile da fuori capirne la motivazione. C'era disaccordo, altrimenti non si spiega un qualcosa di questo genere. Bisognerà aspettare le parole dei protagonisti per saperne di più".
Si ringrazia Sergio Porrini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
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