ESCLUSIVA TJ - Luigi Delneri: "CR7 ha stimolato tutti, la Juve non ha punti deboli. Allegri guida una Ferrari col pilota automatico, la BBC alla base dei successi. Su Marotta e Paratici..."
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex mister bianconero nella stagione 2010/2011, Luigi Delneri, per parlare del match contro l'Udinese e non solo:
Mister, ti rivedremo presto in panchina?
"Vediamo, se capiterà qualche occasione cercherò di coglierla altrimenti sto bene così. Nella vita non si sa mai che cosa può succedere".
Quale è la tua opinione in merito alla vittoria della Juventus in quel di Udine?
"Sono stati tre punti molto importanti, la Juve ha giocato da Juve e ha dimostrato ancora una volta che quest'anno vuole vincere davvero tutto. E' forte mentalmente, moralmente, tatticamente, ha fatto un mercato di grande spessore e ha cambi di qualità. Basti pensare che otto panchinari potrebbero essere titolari ovunque in Italia. A parte il Napoli, però, non ha ancora affrontato rivali in grado di darle fastidio. La mia curiosità sarà di vederla all'opera contro squadre un po' più di livello".
L'Udinese che cosa poteva fare di più contro questa squadra?
"La squadra friulana ha fatto tutto ciò che poteva fare, ma la maggior qualità degli avversari ha fatto la differenza. Per quanto abbiamo visto fin qui, la Juventus almeno in Italia non ha rivali".
Metaforicamente parlando, quest'anno Allegri sta guidando la Juventus con il pilota automatico.
"Sì ma non solo la Juventus di quest'anno (sorride ndr), lo faceva anche negli anni passati. E' il suo modo di fare. Allegri è un allenatore molto bravo, preciso e ormai ha l'esperienza adatta per guidare una Ferrari del genere".
Quale è stato l'impatto di CR7 in Italia? Si può trarre un primo giudizio?
"Ha motivazioni più importanti di quante ne aveva al Real Madrid, principalmente perché ora disputa un nuovo campionato in un ambiente del tutto diverso. Si sta dimostrando un professionista esemplare come lo era a Madrid, la Juventus ha acquistato un uomo immagine molto importante. E tutti hanno tratto dei vantaggi dal suo arrivo in Italia. Io credo che l'impatto di CR7 sia stato quello di stimolare la squadra in cui è arrivato, il mister e anche i suoi compagni. L'unione della sua mentalità vincente con quella già presente in Juventus non ha fatto altro che rafforzare quella di entrambi. E infatti, è una Juve diversa da quella dell'anno scorso".
E' una Juve diversa da quella dell'anno scorso, ma quali sono le differenze che noti?
"Ricordo che contro la mia Udinese fece fatica nei primi 60' anche se poi in dieci uomini riuscì a dilagare, contro la Spal a Ferrara, invece, non riuscì a vincere perché incontrò una squadra bene organizzata. Quest'anno, però, non è solo l'arrivo di Ronaldo: ho visto in generale dei giocatori molto più sicuri e più consapevoli dei loro mezzi. Anche senza di lui come capitato a Valencia, la Juventus ha le soluzioni per sbloccare ogni tipo di situazione. E' una squadra fantastica perché ha un'ottima difesa che è una sicurezza, ha un centrocampo solido e forte fisicamente, senza dimenticarci dell'attacco che può contare su giocatori di qualità come Dybala, Mandzukic, Bernardeschi, Cuadrado e Douglas Costa. In questo momento, i bianconeri possono competere a viso aperto contro le big di tutto il mondo".
I paragoni si sprecano, non ultimo quello di Alex Del Piero che l'ha accostata alla Juve del 1996.
"Sono altri tempi però, è difficile fare un paragone. E' una grandissima squadra che dall'esterno non presenta punti deboli, non le importa il nome dell'avversario che affronta perché la fame è sempre la stessa. Non vuole lasciare nulla, contro l'Udinese ho visto una ammonizione a tempo ormai scaduto sul 2-0 a favore. La Juve è sempre in assetto da combattimento, ormai è conscia del fatto che può vincere ovunque".
E se l'unico punto debole fosse l'età avanzata in difesa?
"No, per me non è un punto debole questo. Certo, la Juve ringiovanirà la rosa nei prossimi anni, anche se non sarà facile trovare sostituti all'altezza. Specialmente a livello di motivazioni, perché chiunque arriverà dovrà conoscere e ambientarsi nel mondo Juventus".
Ronaldo non soltanto è l'uomo immagine della società, ma è anche la risposta per vincere in Europa di Andrea Agnelli.
"E' chiaro tutto questo, Andrea si è posto questo obiettivo e cerca di portarsi avanti. In Italia ho già intravisto dei cambiamenti in positivo, staremo poi a vedere se negli anni successivi decideranno di rispondere nella stessa maniera. Io me lo auguro soprattutto per il nostro calcio".
Mi hai parlato delle altre società, per te chi può essere l'anti-Juve?
"L'anti-Juve, in questo momento, è il Napoli poiché è seconda in classifica, gioca bene e a Torino ha fatto vedere un buon calcio. Poi ci sono Inter, Roma, Milan e Lazio che, per via del loro blasone acquisito in passato, hanno il dovere di provare a mettere i bastoni tra le ruote dei campioni d'Italia. La distanza tra la prima e le altre è ancora evidente, ma credo che a far la differenza è sempre la qualità dei giocatori".
In Europa, invece, le big stanno facendo molta fatica. Se non vince la Champions quest'anno, quando lo farà?
"E' vero, ma siamo solo all'inizio. La Champions poi è diversa dal campionato perché conta più il singolo episodio che l'intera partita. A livello di forza strutturale, la Juventus ha già vinto tutto perché è la più forte, ma la vittoria la ottiene chi va in campo e gli avversari sono davvero molto importanti".
Prima parlavamo di Ronaldo e della mentalità vincente, ma la base dei successi bianconera è sicuramente la BBC che conosci molto bene.
"Sono tre giocatori fondamentali per capire che cosa significa il mondo Juve, al di là delle loro competenze umane e calcistiche importantissime. Sono i protagonisti dei successi della Juventus in questi anni, tutto ciò che è stato fatto di buono è merito loro. Sono una sicurezza sia come uomini che come persone. Ritengo questi tre ragazzi sinonimo di una garanza inossidabile, nemmeno il tempo li scalfisce. Il ritorno di Bonucci? A mio parere, senza nulla togliere all'esperienza al Milan, il suo posto è sempre stato nella difesa della Juventus. Ha fatto un ritorno molto felice".
Infine, come hai giudicato la vicenda che ha coinvolto il tuo amico Beppe Marotta?
"Non posso dare giudizi su ciò che è accaduto, sono situazioni che possono succedere tra persone corrette. Credo che la frase giusta da dire in questo momento sia quella detta dal presidente, ovvero 'gli uomini cambiano ma la Juventus rimane'. Sicuramente non può esserci un sostituto migliore degno di Fabio (Paratici ndr), che conosco da almeno quindici anni. E' un grande lavoratore, un grande conoscitore di calcio e in questo periodo le sue scelte sono sempre state determinanti in positivo per questi colori".
Si ringrazia Luigi Delneri per la gentilezza e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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