ESCLUSIVA TJ - Domenico Marocchino: "CR7 come l'ombrellone che ti ripara dal sole, in alcuni contesti rivedo l'Eto'o dell'Inter. Bernardeschi? Gioca a tutto campo come il mio amico Marocchi"
A ridosso della seconda pausa stagionale per lasciar spazio alle nazionali, la Juventus si presenta al match di Udine con un ruolino di marcia davvero invidiabile. I bianconeri, infatti, sono gli unici tra le big europee ad aver vinto tutti i match disputati e ovviamente vogliono anche lo scalpo dei friulani guidati dall'emergente tecnico Velazquez. La nostra redazione ha contattato telefonicamente, in esclusiva, Domenico Marocchino per parlare di questo momento e non solo:
Come giudichi la Juventus fin qui? Quale è la tua opinione?
"E' la solita Juve, molto ben messa in campo da Allegri. La vedo molto funzionale e con gli acuti di alcuni calciatori: una volta è Pjanic, un'altra Mandzukic e un'altra ancora Dybala come accaduto in Champions. E in più c'è una fuoriserie come Cristiano Ronaldo, che pur essendo non ancora inserito alla perfezione negli schemi ha la capacità di dare sicurezza ai suoi compagni. Il portoghese è sicuramente un valore aggiunto".
Cristiano, secondo te, è stato fin qui più egoista oppure più altruista con i suoi compagni?
"Lui cerca abbastanza la conclusione. Rivedo in lui, sperando che ottenga gli stessi risultati, Samuel Eto'o dell'Inter. Perché in certi contesti Cristiano gioca decentrato come il camerunese faceva in nerazzurro e in comune hanno quella velocità di movimento in grado di mettere in difficoltà gli avversari. Non gli chiedo di far la tripletta, a me basterebbe anche soltanto la Champions (sorride ndr). Metaforicamente è come quando sei al mare e ti scotti, ma sai che il riparo sicuro è sotto l'ombrellone. L'ombrellone è Cristiano Ronaldo che ti aiuta".
Quale è il partner migliore per CR7 in attacco? Forse Mandzukic perché si fa preferire agli altri?
"Mandzukic è il meno egoista tra quelli in rosa, è il meno accentratore e non vuole molto il pallone come ad esempio Dybala. La Juve, però, è brava a trovare il gol con chiunque anche se certi meccanismi devono essere ancora oleati. Sarà solo una questione di tempo, poi tutti potranno giocare con tutti. Il più adattabile per il portoghese, come già ribadito, è Bernardeschi poiché è un giocatore a tutto campo e in grado di coprire ogni posizione del rettangolo verde. Come il mio carissimo amico Marocchi".
Si disse che Bernardeschi, quando venne acquistato lo scorso anno, poteva essere il sostituto naturale di Dybala. Tu lo vedi così a distanza di qualche mese?
"Nel breve, Dybala è più forte e lo è anche in fase realizzativa. Porterà sempre più gol l'argentino che Bernardeschi. Quest'ultimo ha caratteristiche differenti, ma è bello così perché la Juve può cambiare varie formazioni e vincer ugualmente. La bravura è del tecnico livornese, non scordiamoci che Mandzukic ha fatto l'esterno di sinistra per tante partite, Pjanic ha fatto il trequartista e ora è davanti alla difesa. Sono piccoli passi per conoscersi meglio. E rimanendo in tema marittimo, il cercare la posizione giusta in campo equivale al tappetino che metti sotto l'ombrellone per evitare di farti male con le pietre. Allegri, invece, è più il padrone della spiaggia ed è bravo a gestirla".
Se Allegri è il padrone della spiaggia, la persona a capo di questo business è Andrea Agnelli. Come commenti la vicenda Marotta?
"Non la commento in nessun modo, onestamente trovo prematuri i tempi per esprimere una mia opinione in merito. Sicuramente è stata una scelta sofferta da ambedue le parti, ma i motivi non li conosco e non ho la più pallida idea di come sia andata la vicenda. Quel che posso dire è che quando un dirigente o qualche altra figura societaria va via, la squadra reagisce cercando di fare ancor meglio. L'esempio è sicuramente l'addio di Conte".
Infine ti chiedo una disamina sulla partita di Udine, quali difficoltà potrà incontrare?
"La Juve, in teoria, può fare una striscia di risultati ancor più pazzesca di questa ma ci vogliono diverse componenti per riuscirci e alcune mi sembra ci siano. Non c'è nessuna squadra imbattibile, tutte le partite vanno giocate. E per le rivali, credo che una grande difficoltà possa derivare dai componenti della panchina bianconera specialmente se saranno motivati nel momento in cui scenderanno in campo".
Si ringrazia Domenico Marocchino per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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