ESCLUSIVA TJ - Carlo Tavecchio: "Criticità sul protocollo, spada di Damocle sulla A. Risarcimento FIGC? Con Agnelli rapporti sempre ottimi. Su Conte e il treble..."

01.06.2020 11:30 di Mirko Di Natale Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
ESCLUSIVA TJ - Carlo Tavecchio: "Criticità sul protocollo, spada di Damocle sulla A. Risarcimento FIGC? Con Agnelli rapporti sempre ottimi. Su Conte e il treble..."

"Il campionato riparte, ma qui c'è una bella spada di Damocle che pende sulle teste di tutti". Non gira intorno al problema Carlo Tavecchio, ex presidente della FIGC dal 2014 al 2017, che ai microfoni di TuttoJuve.com parla del nuovo avvio di stagione e non solo:

In che senso? Si può spiegare meglio?

"E' molto semplice: se qualche giocatore dovesse prendere il 'Covid-19', voglio vedere poi che succede. Spero non sia una trappola".

La speranza è che non si rivelerà tale.

"Però la Germania che sta giocando da un mese non ha applicato questo protocollo, l'Inghilterra, la Spagna e qualsiasi altra nazione che ripartirà non metterà in quarantena tutta la squadra. Non è che l'ospedale, se un medico dovesse ammalarsi, isolerà tutti".

E' un po' critico, dunque, per questo protocollo?

"Sono critico per quella clausola, perché non doveva essere di quella portata. Se almeno l'avessero ridotta di qualche giorno, anche di sette ad esempio. Non capisco il perché di tutta questa paura, poi il tempo è anche limitato. Così il campionato finisce e il rischio rimane".

E poi si giocheranno 12-13 partite in circa 50 giorni, un periodo veramente molto ristretto.

"Ma questa gioventù è preparata e allenata, ha una gran voglia di riscattarsi. Non ci si può lamentare, ci sono persone che lavorano dodici ore al giorno. Se noi amplifichiamo tutte queste storie e li rendiamo martiri del lavoro, non credo sarebbe contento. Ricordo che i dilettanti giocavano in passato tutte le sere. Ma poi voglio capire un'altra cosa".

Che cosa?

"Se dovessero riaprire i teatri e i cinema il 15 giugno, qualcuno dovrà andare lì. E se riescono a tenere un distanziamento adeguato, perché non potrebbero farlo anche in uno stadio? Non dico riempirlo tutto, ma almeno 10-15mila tifosi così potrebbero andare. Speriamo che l'estate giunga in nostro aiuto per quanto riguarda questo discorso".

A suo parere, è giusto ripartire dalla Coppa Italia?

"Sì, condivido l'idea di dare il giusto prestigio ad una competizione importante dal punto di vista nazionale".

Quando era presidente della Figc, come erano i rapporti con la Juventus?

"Ho sempre avuto dei rapporti ottimi con Andrea Agnelli e tutta la dirigenza bianconera, anche con Marotta che ora lavora per l'Inter".

Lo erano anche quando il presidente Agnelli aveva chiesto un risarcimento pari alla somma di 443 milioni?

"Sì, assolutamente. Confermo che i rapporti erano ottimi. Poi stiamo parlando del 2006, lì è stata la Juventus a chiedere di esser collocata in Serie B. Il tribunale di Roma ha approvato quella che era stata la richiesta della società bianconera".

Come nacque il contatto con Antonio Conte che si era appena dimesso dalla guida dei bianconeri?

"Il contatto nacque nel 2014: ero in vacanza in Trentino e lo chiamai, lui era in villeggiatura nell'Adriatico. Fin da subito si è dimostrato aperto a quella che era la nostra proposta, in più avevo trovato lo sponsor 'Puma' che era intervenuto in aggiunta a quanto poteva pagare la federazione. Così si è risolta la situazione. L'errore forte è stato quello di non tenerlo, ma purtroppo il Chelsea pagava il doppio. E dal punto di vista etico, per noi non era una cosa fattibile".

Ma se oggi fosse stato ancora presidente della federazione, avrebbe pensato a Massimiliano Allegri o Maurizio Sarri?

"No, se fossi stato ancora presidente avrei tenuto Conte e lo avrei pagato la stessa cifra del Chelsea. La mia prima scelta era Fabio Capello, Carlo Ancelotti era impegnato e avevamo richiesto anche Roberto Donadoni".

In questi giorni sono state celebrate tante ricorrenze dei successi europei delle nostre squadre. Crede che oggi, la Juventus potrebbe rivincere in ambito internazionale e riuscire a fare il treble?

"Credo di sì, possiede la struttura, l'organizzazione e l'organico per farlo. A mio parere è l'unica società a livello italiano, ad oggi, per poterci riuscire".

Si ringrazia Carlo Tavecchio per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.