Elogio di Pirlo su Sports Illustrated: tutto merito di... Baggio

04.05.2012 13:20 di Sandro Scarpa  articolo letto 13312 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Elogio di Pirlo su Sports Illustrated: tutto merito di... Baggio

Splendido articolo di Sports Illustrated (testata legata alla CNN) su Andrea Pirlo. La celebrazione del regista juventino inizia da un momento topico della sua carriera e decisivo per il calcio italiano dei successivi 10 anni. “E’ l’aprile del 2001 e in un Juventus-Brescia, Roberto Baggio, con un tocco magico mette la sfera alle spalle di Edwin Van Der Sar, ma è l’altrettanto delizioso passaggio che ha portato al gol a stupire e a suggerire a tutti che qualcosa di nuovo e strepitoso è arrivato nel calcio italiano. Quel passaggio è del 21enne Andrea Pirlo, conosciuto come il promettente trequartista che aveva condotto l’Under 21 alla vittoria negli Europei, da goleador. Mentre tutti gli presagivano un futuro da tradizionale numero 10, in quel Brescia, Mazzone ebbe l’intuizione decisiva di schierare il bresciano da numero 5, davanti alla difesa.”

Proprio la compresenza col numero 10 forse più unico della storia del calcio italiano, Roby Baggio, “costrinse” Mazzone a reinventare Pirlo regista arretrato. Col numero 5, Pirlo, piuttosto che limitarsi a proteggere la difesa, controlla la partita, imposta il tempo alla gara stessa e distribuisce tutte le palle in ogni azione della creatura di Mazzone.
L’istrionico Carletto recupera un ruolo di play basso ormai smarrito nel tempo per consegnarlo al miglior interprete degli ultimi 20 anni. Da quel momento Pirlo diventa il regista delle due Champions rossonere e dell’Italia Campione del Mondo.

In pochi lo ricordano, ma nel trionfo Mondiale, Andrea Pirlo fu il Man of The Match dell’epica finale con la Francia, tra il rigore di Grosso e la capocciata di Zidane. Non è un caso se l’Italia, senza Pirlo, uscirà frettolosamente da Euro 2008 e ancor più rovinosamente dai Mondiali 2010, nei quali un acciaccato Pirlo si limita a 34 minuti nella terza e ultime gara.

“E così, la decisione della scorsa estate a Milanello, presa da Adriano Galliani, su consulto fisico di Jean-Pierre Messermann, creatore del Milan Lab, e tattico di Max Allegri, ci porta all’attuale stagione. Nell’anno in corso Pirlo rinasce, o meglio, fa quello che ha sempre fatto negli ultimi 10 anni: incanta. Nelle parole di Pep Guardiola, il Milan “ha perso un giocatore fantastico.

Dopo le iniziali perplessità dovute allo storico cambio di casacca e ad un nuovo mister, Conte, che non aveva mai giocato con un regista di ruolo, Pirlo ritorna padrone del gioco. Conte gli modella intorno la squadra, così come avevano fatto Mazzone, Ancelotti e Lippi, e l’”Architetto” viene affiancato da corridori tecnici e volitivi – Vidal, Marchisio, Pepe-.
Inizia col Parma la cavalcata di Andrea -2 assist e 110 passaggi utili- e la sequela di apprezzamenti: “E 'l'affare del secolo per noi” dice Gigi Buffonvedendo giocare davanti alla mia difesa mi ha fatto capire che Dio esiste”.

"In 35 partite con 3 gol, 13 assist e almeno 100 chiare occasioni da gol sprecate dai suoi compagni, Pirlo detta il tempo di una squadra invincibile, con 2643 passaggi (500 in più di qualsiasi altro giocatore di Serie A) e appaiato nel mondo solo da Xavi, il tutto ad un’astronomica 87% di successo."

Ma, prosegue Sport Illustrated, “Ridurre un giocatore di tale abilità a semplici statistiche vuol dire tacere su quello che lo rende grande .lo stile, la grazia e l’immediatezza del suo gioco, ma anche l’uomo stesso. Come ebbe a dire Lippi “Pirlo è un leader silenzioso, parla con i piedi" o come spesso hanno dichiarato i compagni: “Pirlo ci ha preso per mano e condotto alla vittoria” o “Se sono in difficoltà passo la palla a Pirlo, lui sa cosa fare” o “Pirlo mi ha messo in porta, ha fatto con i piedi qualcosa che avrei difficoltà a fare io con le mani”.

"Quegli stessi piedi sono stati elogiati nel 2007 da Johan Cruyff - l'uomo responsabile anche dell’attuale gioco paradisiaco del Barcellona, che disse "Pirlo può fare i suoi piedi fare quello che vuole. E’ un genio."
Guardandolo correre col pallone con consumata facilità, anche sotto pressing avversario e pressione psicologica è difficile discutere le parole di Cruyff, e ammirando la sua lettura del gioco e la sensazione forte è quella di assistere a un talento unico nella sua generazione
”.

Ora sta a Pirlo portare ancora una volta la squadra in palmo di piedi nel duello avvincente contro il Milan e dimostrare che aveva ragione Michel Platini, uno che di trionfi juventini ne sa qualcosa, quando disse: “Se Pirlo è sul pezzo, ogni cosa va a suo posto”.
Compresa la recente storia della squadra bianconera.