E' IL GRAN GIORNO DI JUVE-REAL!

Stasera i bianconeri sfidano i Galacticos e scoprono le carte. Ferrara: «Possiamo batterli, la squadra perfetta non è mai esistita». Spazio a Diego. Diretta tv su La7 alle 22.30.
31.07.2009 08:35 di Francesco Cherchi   Vedi letture
Fonte: La Stampa
E' IL GRAN GIORNO DI JUVE-REAL!

Sabotati gli slalom di Cristiano Ronaldo chissà quante volte dentro il video della Playstation, dove è un asso, Giorgio Chiellini dovrà ripetersi stasera sul prato dell’Estadio Sanchez Pizjuan, rinnovata casa del Siviglia, dove dalle 22,30 (diretta su La7) scatta la semifinale di Peace Cup tra Juve e Real Madrid. Può farcela benone, secondo valutazioni e speranze di Ciro Ferrara: «Come difensore centrale, in questo momento Giorgio è uno dei più forti del mondo». Da braccare, avrà forse il migliore del pianeta, già abbastanza lucido, perché il dribbling piazzato contro la Liga de Quito tre notti fa al Bernabeu è già da antologia: messi a sedere con un’infinità di doppi passi tre nemici, l’hanno abbattuto in area, donandogli il rigore che poi ha buttato dentro. «I campioni si affrontano sempre volentieri - racconta il difensore bianconero - ma anche per loro non sarà facile trovare subito l’intesa. Di campioni ne avevano pure l’anno passato, perché Snejider e Robben ora sembrano spazzattura, ma sono grandi giocatori: vincemmo noi, però. Dovremo restare vicini e corti». Per lui, videogames esclusi, sarà il primo duello con il portoghese: «Sì, ma quando giochi con i grandi è sempre bello, e c’è sempre tanta curiosità». A occhio, è già bello carico, perché basta citargli una critica alla sua accoppiata con Cannavaro firmata Arrigo Sacchi (in sintesi: nessuno dei due comanda la difesa), per l’entratona: «Sono cavolate, perché solo in campo puoi vedere se uno comanda o no la difesa. E poi, di me e Fabio puoi dire tutto, che siamo giovani, vecchi, bassi, lenti, ma se ci togli questa cosa qui...Boh. Potete scriverlo, tanto è quello che penso». Al diavolo l’ipocrisia, una volta tanto. La bandisce pure Ciro Ferrara, che piazza la Juve alle altitudini del Real: «So che possiamo vincere. Se giocassimo dieci volte, non so quante andrebbero a loro e quante a noi, ma di certo possiamo batterli. Per questo metto la Juve tra le grandi». Di invicibili, però, non ne esistono, neppure questa riedizione dei "Galacticos": «La squadra perfetta non c’è, ce ne sono di molto forti, ma non è detto che vincano tutte le partite. Il Real ha speso moltissimo, ma ci sentiamo di potercela fare». Non sarà un’amichevole: «Per me non esistono - spiega il tecnico - è questa la mentalità che dobbiamo avere. Che l’avversario si chiami Real, Cisco o Vicenza, non deve fare differenza. Non esistono amichevoli, quando si parla di Juve, quando si lavora per diventare una squadra fortissima: questo è un termine che bisogna mettere da parte». Da allenatore, è una prima anche per lui: «E ci tengo a fare bella figura, come squadra». Da giocatore, invece, ne ha già vissute, «e anche ne ha perse», sorride Chiellini. «Ricordo un Real-Napoli 2-0 - racconta Ciro - in uno stadio vuoto. Marcavo Butraguegno». Era passato anche l’altro giorno in hotel, ma Ferrara non se n’è accorto: «Non l’ho visto, ma nemmeno l’altra volta», sorride. Al ritorno, segnò.
Oltre al risultato, arriveranno istruzioni importanti, anche se siamo appena all’inizio, per Juve e Real: «Non penso si possano dare giudizi definitivi, ma certo qualche indicazione sulle cose da migliorare arriverà. E’ un impegno impotante». Tanto da oscurare qualsiasi traccia di formazione: «Faccio pretattica? Non voglio dare vantaggi agli avversari». Squalificato Zebina, i laterali saranno Grygera e Molinaro, con Canna e Chiellini in mezzo, qualche dubbio a centrocampo, dove per dare minuti a Felipe Melo, Zanetti potrebbe essere dirottato a sinistra. Ha bisogno di prato pure Diego, appostato dietro Amauri e Del Piero, anche se Iaquinta è una tentazione forte. Con il tempo, Ciro vorrebbe costruire la squadra dei sogni, un mix di tutte quelle che ha ammirato: «Il Barça dell’anno scorso giocava un ottimo calcio, come il Milan di Sacchi, che cambiò le cose, o anche il mio Napoli». S’accontenta: «Vorrei una Juve tosta, una squadra che non ci sta a perdere, che non molla mai. Spettacolare come il Barça sarà difficile, ma potremmo avere una squadra più concreta». Già stasera è un bel collaudo.