Conceicao: “La Juve deve sempre vincere e l’obiettivo deve essere lo scudetto. Adesso siamo dietro ma spetta a noi tornare in alto. L’Italia è la mia seconda casa”
Francisco Conceicao ha parlato in una lunga intervista a Sport Tv:
Francisco, grazie per averci ricevuto qui a Torino. Un anno e mezzo qui è già sufficiente per chiamarla casa?
"Sì, sento che fin dal momento in cui sono arrivato mi hanno accolto molto bene, sento che l’Italia è già il mio secondo paese. E sono molto felice perché è un paese che mi piace davvero tanto. Mio padre ha giocato anche lui per molto tempo qui. E sono molto felice e la considero già come una seconda casa, certo.
Arrivare e indossare la maglia numero sette comporta una responsabilità maggiore...
"Non ci penso troppo. So che è un numero importante, soprattutto in un club come la Juventus, dove sono passati grandi giocatori, grandi e grandissime riferimenti del calcio mondiale. Ma io cerco di fare il mio percorso, cerco di mostrare il giocatore che sono, dare il mio meglio e poi il resto verrà".
Quando è nata la possibilità di venire alla Juventus, ha mai parlato con Cristiano Ronaldo?
"No, non ho parlato con lui, non ho parlato con lui prima, ho parlato con lui dopo in nazionale. Certo è un club grandissimo. È un club che richiede il massimo da noi, perché è abituato a vincere. È un club in cui devi vincere tutte le competizioni a cui partecipi e, appunto, è questa esigenza che mi piace, in cui mi sento bene e sono molto felice".
Grande esordio, la palla passa a Conceicao che intercetta la palla nel punto giusto. Esordio in bianconero con gol per Francisco Conceicao. Francisco fa il suo esordio con la Juventus il 1° settembre 2024. Segna il primo gol il 28 settembre contro il Genoa e poi va a segno anche nella partita successiva contro il Lipsia. Quando si arriva in un nuovo contesto, è importante avere numeri che giustifichino la scelta del club...
"Senza dubbio. Credo che in un club grande come la Juventus un attaccante debba fare gol. È su questo che sto lavorando, perché penso che sia ciò che mi porterà a un livello ancora più alto, tra i migliori. Ed è fondamentale. I gol, gli assist, sono molto importanti per un giocatore e un attaccante vive di questo. Io non faccio eccezione e cerco di migliorare sotto questo aspetto per essere sempre più decisivo".
Dal punto di vista calcistico, quali sono le principali differenze tra il campionato portoghese e le sfide che ha trovato qui in Italia?
"Il campionato italiano è un campionato molto tattico, molto, molto fisico. Dico sempre che un attaccante qui c'è molta più difficoltà a fare gol, perché spesso si gioca contro linee a sei, molte volte a sette, squadre molto tattiche, molto difensive, molto fisiche. La difficoltà è grande, è molto elevata qui. Non voglio dire che in Portogallo non lo sia, ma qui credo che il livello sia molto più alto".
La Juve è il club più titolato d’Italia. Se guardiamo agli scudetti di Serie A, non vince il campionato dal 2020. Prima di allora ne aveva vinti nove consecutivi. Cosa è mancato in questa fase per fare quel passo in avanti?
"Sì, è vero che non vincere il titolo è sempre difficile in un club come la Juventus, dove l’obiettivo principale è lo scudetto. Stiamo lavorando poco alla volta, riuscire ad arrivare a questo titolo così desiderato. Ora è vero, abbiamo iniziato il campionato perdendo qualche punto. Adesso li stiamo recuperando. Siamo rincorsa, spetta a noi ora dare il massimo e cercare di tornare a vincere quel titolo che il club desidera tanto.
Guardando proprio a questi conti, in questo momento siete quinti in classifica, a 10 punti dalla prima, l’Inter. Fino alla fine della stagione, qual è l’obiettivo? È entrare nelle prime quattro e garantire l’accesso alla Champions League?
"Sì, direi che l’obiettivo minimo è questo: le prime quattro posizioni che danno accesso alla Champions League. Ma in un club come questo devi pensare ai titoli. Certo, in questo momento siamo a 10 punti, è difficile, dobbiamo pensare partita dopo partita. Ma non ti dirò che l’obiettivo non sia vincere, perché quando sei in un club di questa dimensione devi vincere. Ora è chiaro che siamo lontani, ma spetta a noi fare il nostro lavoro e cercare di arrivare lassù".
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