Cara Juve, è ora di farsi sentire: basta tollerare, inizia a querelare

Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad un vergognoso attacco mediatico nei confronti della Juve. Qualche querela potrebbe mitigare certi animi.
25.09.2020 13:30 di Enrico Danna   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Cara Juve, è ora di farsi sentire: basta tollerare, inizia a querelare

L'Italia è quel Paese in cui, se qualcuno eccelle in qualche campo, invece di cercare di comprenderne i motivi e le peculiarità per raggiungere un miglioramento collettivo, l'invidia faccia sì che chi non eccelle in nulla (ma anzi vivacchia nella mediocrità più totale) preferisca cercare di affossare quel qualcuno in modo da portare il livello generale più vicino al proprio, ovvero verso il basso. L'Italia è quel Paese in cui, durante un'indagine in corso da mesi, spuntando fuori il nome di Suarez (in precedenza possibile obiettivo di mercato bianconero), per la smania di protagonismo (e la voglia di rivalsa nei confronti del più forte) vengono fatti trapelare fatti e informazioni che dovevano restare segreti fino alla conclusione dell'indagine stessa. Ma chi se ne frega: l'importante è buttare fango gratuito (e immotivato) sulla Juve. E, quando ci sono di mezzo i bianconeri (con cognizione di causa o meno), miracolosamente, questo Paese, in cui la giustizia procede solitamente al ritmo di una lumaca con defibrillatore, è in grado di produrre accelerazioni degne del miglior Bolt. Chissà come mai nessuno abbia mai pensato di associare la parola Juventus a tutti quei casi irrisolti che da decenni cercano risposte nel Bel Paese, oppure di inserirla in ogni dossier che arriva nei tribunali: altroché arretrati, altroché misteri senza risposta.

Stiamo assistendo, in questi giorni, ad un attacco vergognoso contro la Società da parte dei soliti noti. Evidentemente nove anni di dominio totale hanno prodotto danni peggiori del previsto e i nostri poveri frustrati non trovano altra soluzione che aizzare il sentimento popolare contro la Vecchia Signora. Ancora una volta.  A trainare la locomotiva del disagio, ci sono diversi tra coloro che, per la professione che svolgono, dovrebbero  contraddistinguersi per etica e deontologia. Parole di cui in molti, però, ignorano il significato. Che poi, questi cuor di leone, si trincerano dietro quegli “Avrebbe” , “Potrebbe”, “Parrebbe”, ai quali aggiungono (a piacere) supposizioni e ipotesi quasi sempre prive di contenuti concreti e reali: il tutto inserito in un contesto dal titolo mirabolante che serve ad acchiappare “like” salvo poi essere "ritrattato" qualche riga dopo. Ma che importa: tanto i pecoroni che leggono si fermano al titolo. Ovviamente, poi, abbiamo già giudizi, sentenze, condanne: il tutto mentre i “condannati” nemmeno risultano formalmente indagati.

Ecco, cara Juventus, lo sappiamo che il silenzio e l'indifferenza sono le migliori armi contro questi personaggi. Però, in tutta onestà, noi bianconeri ci siamo un po' stufati di assistere a queste vergognose campagne diffamatorie contro la nostra Società, senza che la Società stessa faccia nulla. Forse sarebbe opportuno considerare terminato il tempo dell'indifferenza, della tolleranza e iniziare il tempo delle querele. Di materiale, ce n'è a iosa. Colpirne uno (ma anche una cinquantina, sarebbe meglio) per educarne cento, perché se nessuno interviene, questi personaggi dalle vite tristi e prive di sussulti (se non l'odio verso la Juve), continueranno impunemente ad infamare i nostri colori. Al contrario, vedere qualcuno di questi fenomeni ridotto in mutande, forse servirebbe a riportare i compagni di merende a più miti consigli. Inoltre, negare l'accesso allo stadio a qualcuno di loro non sarebbe una cattiva idea: la cronaca della gara se la possono sempre inventare. Non sarebbe certo una novità.