Barzagli a La Stampa: "Blocco Juve come nel 2006. Il gioco di Conte ci obbliga a curare la tecnica"

Barzagli a La Stampa: "Blocco Juve come nel 2006. Il gioco di Conte ci obbliga a curare la tecnica"TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
sabato 26 maggio 2012, 09:35Primo piano
di Redazione TuttoJuve

Il muro bianconero Andrea Barzagli ha parlato in un'intervista a Marco Ansaldo, su La Stampa di nazionale e non solo, vista la stagione fantastica.

Nazionale: "Una squadra che si lascia definitivamente alle spalle l’epoca del Mondiale vinto: rispetto al 2006 siamo rimasti Buffon, Pirlo, De Rossi e il sottoscritto. Anche allora c’era un blocco della Juve, la diversità è che c’era gente più abituata a giocare ad alto livello. La differenza deve farla la grande voglia di diventare protagonisti. Avevo 25 anni, ora ne ho 31 e sono cambiate moltissime cose nella vita. Ho una compagna, sono nati due figli, che significa meno spensieratezza e qualche notte in bianco. Sono contento così".

Esperienza all'estero: "Nel 2008 mi trasferii al Wolfsburg, nel campionato tedesco, e non mi facevo grandi illusioni. Nessuno chiamava e avevo la consapevolezza che giocando in un club non di primolivello come il Bayern sarei stato poco seguito dall’Italia. Fu una grande stagione ma il Wolfsburg non interessava a nessuno. C’è la convinzione che in Germania c'è un calcio in cui si bada molto all’attacco sia poco formativo per un difensore ma non è così. Lì impari ad arrangiarti perché non è come in Italia dove tra diagonali e altri accorgimenti c’è quasi sempre un compagno che ti dà una mano. Mi ha insegnato ad essere meno aggressivo nella ricerca dell’anticipo, perché se lo sbagliavo nessuno mi salvava dal prendere gol".

Sulla Juve e Conte: "Il suo gioco obbliga i difensori a curare di più la tecnica: l’azione parte da noi, dobbiamo saper passare la palla. All’inizio non è stato semplice, come sempre con le cose nuove, ma con il tempo il piede si affina e tutto si fa più naturale. Abbiamo subito pochi gol, siamo stati bravi e non mi riferisco soltanto a noi che stiamo dietro. È l’insieme del gioco e della squadra che ha alzato il rendimento difensivo. Siamo un blocco, questo sì. Ogni squadra segue tuttavia un proprio percorso che non si può stravolgere e in Nazionale ci sono molti giocatori di squadre diverse dalla nostra. Si comincia a capire che a livello europeo non si può più vincere con la formuletta dello stare tutti indietro e partire in contropiede. E lo dico da difensore. Vedo più attenzione alla qualità, non solo nelle squadre di vertice: il Catania ad esempio ha mantenuto un atteggiamento offensivo, giocando benissimo".