AVANTI SULLA STRADA TRACCIATA DA DEL NERI

Sia nelle dichiarazioni precedenti la gara contro il Lech Poznan che in quelle rilasciate nell'immediato dopo gara, Del Neri usò le stesse parole per esprimere un unico concetto: la strada era quella giusta...
22.09.2010 20:50 di Thomas Bertacchini   vedi letture
AVANTI SULLA STRADA TRACCIATA DA DEL NERI
TuttoJuve.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

"Se non ci fosse stato il goal preso nel finale sarebbe stato un secondo tempo perfetto, e si è visto il calcio che faremo vedere quest'anno. Dobbiamo solo cancellare i goals presi, ma la strada tracciata è quella giusta"
Così Del Neri analizzò, a caldo, l'incontro tra la Juventus e il Lech Poznan dello scorso giovedì (16 settembre).

Dopo aver regalato il primo tempo agli avversari, proprio a pochi minuti dall'intervallo una rete segnata da Chiellini diede il via alla rimonta bianconera che si sarebbe (poi) concretizzata nella ripresa. Al successivo (splendido) goal del momentaneo vantaggio di Del Piero si aggiunse - però - la realizzazione di Rudnevs, che fissò il risultato sul 3-3 finale.

Artjoms Rudnevs come Sergio Pellissier, l’ultimo giocatore in grado di segnare una tripletta contro la Juventus prima dell’attaccante lettone. Accadde allo stadio Olimpico di Torino, il 5 aprile del 2009. Il risultato finale? 3-3, manco a dirlo. Quella gara segnò "l’inizio della fine" dell’era Ranieri: la giornata precedente i bianconeri vinsero a Roma per 4-1 contro i giallorossi; in quelle successive persero contro il Genoa (3-2) e inanellarono una serie di pareggi (cinque) che portarono all’esonero dell’allenatore romano.

La dichiarazione di Del Neri nell'immediato dopo gara europeo è simile a quella rilasciata il giorno precedente la stessa partita: "nel secondo tempo contro la Samp ho visto un'ottima Juve: questa è la strada giusta".
Anche perchè - sul campo - non era cambiato nulla rispetto alla domenica precedente: sia gli aspetti positivi che quelli negativi della gara contro i blucerchiati si erano ripresentati puntuali il giovedì sera.

Abituato a costruire squadre nel corso della sua lunga carriera, l'allenatore bianconero ha chiaro in testa quello che dovrà essere il risultato finale del proprio lavoro. Le difficoltà che gli si presentano in ogni occasione variano da una società all’altra: diversi sono i calciatori da assemblare, le aspettative che ogni realtà richiede, il minore o maggiore tempo a disposizione per riuscire nel suo intento.

A Torino si è portato dietro la fama e l'etichetta del "dittatore democratico", legato a quel 4-4-2 da far interpretare a giocatori funzionali alla sua idea del calcio. Rigidità negli schemi e nell'applicazione del lavoro settimanale, ma anche umanità. Come quella mostrata con quel bacio a Felipe Melo al momento della sua sostituzione a Udine.

Il cartellino giallo preso dal brasiliano al termine della prima frazione di gioco aveva acceso la lampadina sul rosso: se ne erano accorti i compagni, così come, ovviamente, lo stesso Del Neri.
Una sua eventuale sostituzione subito dopo l'intervallo avrebbe corso il rischio di demotivare un giocatore che vive di stimoli, e fatica a contenere gli eccessi.

Rientrando in campo con la testa "giusta", Melo ha dato ragione alla scelta dell’allenatore, superando - di fatto, sul campo - un esame. Uno dei tanti a cui sapeva di essere sottoposto in questa stagione, che si spera possa essere quella della riscossa. Sua e della Juventus.

Il compito che la società, ad ogni livello, sta portando avanti nel tentativo di ricostruire quanto distrutto dal 2006 ad oggi, presenta difficoltà evidenti a tutti. E' bastata una vittoria convincente per riportare un po’ di serenità, elemento fondamentale per affrontare i prossimi impegni. A questo punto - data la sospensione dello sciopero previsto per questo fine settimana - si andrà avanti senza soste sino al 3 di ottobre, giorno dello scontro con l’Inter.

Chiusa la parentesi friulana, tornano alla memoria altre parole pronunciate dallo stesso Del Neri prima di quella gara: "Quando saremo più attenti e fortunati le cose si assesteranno, ricordandosi però che per la Juve ogni partita sarà sempre una battaglia, ci sarà sempre da dimostrare tutto".

L’esito della partita e l’atteggiamento positivo tenuto in campo dai giocatori ha permesso all’allenatore di variare - finalmente - i contenuti delle sue dichiarazioni.
Avanti sulla strada tracciata da lui, quindi. Sapendo che ci saranno anche momenti di ricadute, tipiche delle squadre "in costruzione".
Ora, però, con tre punti in più in classifica si ragiona meglio.
Basta solo non fermarsi.