Andrea Agnelli: "Emozionato per la mia prima volta..."
Capita a tutti, è un sentimento normale. Quando ci apprestiamo a fare qualcosa di importante, per la prima volta, il tremolio delle mani e delle gambe è una reazione che ci riguarda tutti. Per non parlare dell'improvviso imbarazzo, ma la voglia di andare avanti è troppo grande e per questo si va fino in fondo.
E' una sensazione che Andrea Agnelli proverà questa sera, ore 20:45, per la sua prima partita ufficiale da presidente della Juventus. Una partita speciale, che vede la Vecchia Signora impegnata in un match europeo, ed è proprio in Europa che il giovane presidente bianconero intende riportare la sua amata Juve.
Sembra ieri, quando non ancora 30enne, scese in campo a Bari con Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Roberto Bettega e Fabio Capello. Sembra ieri di vederlo contento mentre Alessandro Del Piero alza in cielo il 29 scudetto della Juventus, vinto sul campo. Una coincidenza oppure qualcosa di più? Di sicuro c'è che il giovane Andrea aveva lasciato la Juventus vincente 4 anni, ora la ritrova da presidente e pronta a rilanciarsi dopo aver toccato il fondo.
Vittoria, crollo e rinascita, ma con lo stesso filo conduttore. La Juventus è il grande amore di Andrea Agnelli: "L’emozione è inevitabile, capita sempre quando si comincia qualcosa di importante - dice guardando il mini-impianto-gioiello - Qui, in periferia, dove il calcio ha un’altra dimensione è molto bello, soprattutto così, in questo ambiente familiare e quasi bucolico". Gli occhi di Andrea brillano.
L'ultima partita europea della sua Juventus, a cui ha assistito direttamente, è un ricordo buio e infelice. La spietata armata dei ragazzini terribili di Arséne Wenger batte i bianconeri per 2-0, reti dell'ex dal dente avvelenato Henry e dell'allora quasi sconosciuto Cesç Fabregas :"Ricordo bene quell’ultima volta, a High bury. Cosa spero che cambi? Il risultato, naturalmente".
E' da lì in poi che le cose cominceranno ad andare storte: Calciopoli/Farsopoli, Serie B, la rinascita con Claudio Ranieri e la triade Blanc-Secco-Gigli, il fallimento di Ferrara e Zaccheroni.
Le cose devono andare diversamente, questo Andrea lo sa. Lui fa parte di quei 14 milioni di tifosi che aspettano con ansia di tornare a festeggiare, a ridere e scherzare dopo 4 anni da dimenticare, dopo tutto quello che è successo.
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