AGNELLI al Festival dello Sport: "Il calcio ha bisogno di gente con passione, stiamo pensando alla terza competizione Uefa. Dal 2024..."

12.10.2018 15:00 di Rosa Doro Twitter:   articolo letto 21883 volte
© foto di daniele Buffa/Image Sport
AGNELLI al Festival dello Sport: "Il calcio ha bisogno di gente con passione, stiamo pensando alla terza competizione Uefa. Dal 2024..."

Ospite del Festival dello Sport a Trento con diversi dirigenti, il presidente della Juventus Andrea Agnelli ha parlato del momento del calcio che stiamo vivendo: "Il calcio ha bisogno di gente che abbia passione. Stiamo valutando, siamo ai passaggi intermedi, non è stato ancora cambiato molto in Champions. La Germania è uno dei mercati economici e non soltanto di riferimento. Vogliamo creare inclusione preservando la qualità. C'è ancora discrasia nelle competizioni internazionali. Se guardo all'attenzione che ha avuto l'Atalanta nella fasi a gironi, questa è stata minima. La ripartizione delle partite va razionalizzata, laddove si giocano dieci gare in due mesi e quindici match in dieci mesi. La UEFA ci ha permesso di pensare a una terza competizione che possa includere i club di media fascia. Dovrebbe essere portata all'attenzione del Comitato di Dublino prossimo 3 dicembre. Dal primo luglio 2024 potremo poi scrivere una pagina pulita. L'Europa è al centro degli interessi quando si parla di calcio, anche se la passione coinvoge il mondo intero. Quando avremo armonizzato i calendari internazionali, sarà possibile prendere in considerazione Paesi al momento ai margini del football europeo. Ripeto però che al momento non c'è ancora nulla di definito. Consapevoli che si può creare qualcosa di realmente entusiasmante. Occhio a discriminare i grandi brand come l'Ajax, la Stella Rossa e il Benfica solo perché vivono un mercato piccolo. Vanno presi in considerazione tutti i Paesi capaci di creare competizione e qualità. Non solo la Germania, la Spagna che ha un presidente di Lega molto aggressivo o l'Inghilterra. Club World Cup? Viene fatta una proposta che vedrebbe la partecipazione di 12 squadre europee sulle 24 totali. Perchè le nostre squadre sono forse più belle? Vogliamo rivedere come ECA l'impianto organizzativo post 2024, prima di fare ulteriori valutazioni. Se non colleghiamo i calendari delle seconde leghe rischi di compromettere i campionati e la soluzione che piace a tutti, ovviamente, non la troveremo mai. L'introduzione della Superlega in Europa? C'è la volontà di individuare un modello di sviluppo interno all'UEFA e non esternamente. Il sogno di ogni bambino, quello di vincere la Champions, deve essere preservato. VAR? Si gioca in un modo solo: se in autostrada so già della presenza di tanti autovelox, il mio comportamento alla guida sarà condizionato. Anche qui serve allineare le regole tra i Paesi europei. Certo è che indietro non si torna. L'IFAB a un certo punto però dovrà prendere una decisione. CR7? Le strade commerciali e sportive si sono incrociate. Abbiamo acquisito un valore aggiunto, nell'attenzione ai dettagli e alla concentrazione. Inoltre Cristiano rappresenta un supereroe: i bambini di tutto il mondo ci seguono di più. Diversi accordi commerciali possono permettere anche alla Lega di A di vendere il proprio prodotto dove prima non si riusciva. La Juventus, detto questo, non è solo Cristiano. La situazione economico-amministrativa del club va valutato dal 2010 in poi e non solo a partire dall'arrivo di CR7 in bianconero. Giovani in prima squadra? C'è differenza tra giovanili e agonismo vero. In Italia si presta un numero i giovani quattro volte superiore all'Inghilterra. Ho parlato con Gravina, il quale mi dice che la percezione della Juventus U23 in Serie C è ottima. Così possiamo portare giovani più preparati alla nostra Nazionale. Speriamo che l'anno prossimo si muovano anche le altre squadre di A. Occhio anche al calcio femminile: dovrebbe passare subito al professionismo. Il programma di Gravina dovrà dare armonia e riconoscere i ruoli. La Serie A non si discute, traina il sistema. Bene poi il movimento dilettantistico: sia foriero di nuove idee per il calcio italiano. Io calciatore? Mi davano il rosso anche negli esordienti. In assenza di qualità tecnica, compenso tuttora con la vigoria agonistica. In pratica sono un Chiellini".