A MENTE FREDDA – La legge di Max, il ritorno di Vlahovic, le lacrime di Dybala. E il solito Var...
Nella conferenza stampa della vigilia Allegri aveva avvisato: “Sarà una gara brutta e difficile”. Il tecnico ha avuto sul primo punto, meno rispetto al secondo. Il match non si è distinto per estetica, ma questa non è una novità. Come non lo sono i problemi in fase realizzativa, rispetto al dominio sul fronte del possesso palla (60% contro il 40), dei tiri totali (20 a 4) e di quelli in porta (6 a 1). Questi numeri certificano che la gara poteva e doveva finire con almeno due reti di scarto, a complicarla è stata la Juve stessa. Successo di misura e dopo una rimonta. Contano però i tre punti, come recita la legge di Max. Successo a parte, una nota positiva della serata è stato il ritorno alla rete di Vlahovic dopo 6 gare di digiuno. Il problema sono gli scarsi rifornimenti per il giovane serbo che su tre palle, almeno una la mette dentro. In questo caso grazie all'assit di Dybala.
A proposito del quale bisogna aprire inevitabilmente un capitolo a parte. Prima del passaggio a Dusan, la Joya era stato protagonista di una prova oggettivamente insufficiente, condita da un'occasione fallita. Clamorosamente considerando le sue doti tecniche. Allegri in effetti voleva sostituirlo. L'impressione è che l'argentino stia vivendo una momento emotivamente difficile, comprensibile se pensiamo che a giugno chiuderà la sua storia (d'amore) con la Juve. Emblematico l'abbraccio con Vlahovic, durante il quale qualche lacrima ha preso il sopravvento. Ancora di più significativo è lo sguardo quando si è accomodato in panchina dopo la sostituzione. Sicuramente Paulo avrà ripercorso tutte le puntate del suo film in bianco e nero, sul quale stanno per scorrere i titoli di coda. Qualche tifoso sogna una marcia indietro da parte della società. Il “no” pronunciato qualche settimana fa da Arrivabene non lascia spazio a ripensamenti. Come le parole di Allegri nel post gara di Cagliari: “Andrà via, le storie nascono e finiscono. Così va la vita”.
Come ormai da consuetudine nelle gare della Juve (e non solo), tra i protagonisti della partita figura la squadra arbitrale. In particolare resta impresso il gol annullato a Pellegrini. E' vero, la deviazione di gomito di Rabiot c'è stata. Tutto il braccio era però attaccato al corpo, tanto che nessun giocatore del Cagliari ha protestato. E' stato il Var (questa volta aveva le immagini?) a richiamare l'attenzione del direttore di gara. E Chiffi prontamente ha deciso di non convalidare. Qualcuno parla di rispetto del regolamento che però è soggetto ad interpretazioni ed eccezioni. Probabilmente siamo difronte ad una di queste. Un ex arbitro di Serie A che da poco ha appeso il fischietto al chiodo mi ha confessato che mai avrebbe annullato un gol del genere, definendo ridicola la decisione. La domanda sorge spontanea: “Se al posto di Rabiot ci fosse stato un difensore del Cagliari Chiffi avrebbe fischiato il rigore alla Juve?”.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
Editore TMW NETWORK s.r.l.
P.I. 02210300519Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 26208

