QUI CATANIA - Lo Monaco a Panorama: "Conte sopra le righe. Mettono le mani avanti"

16.02.2012 11:55 di Davide Terruzzi  articolo letto 5566 volte
Fonte: di Giovanni Capuano per "Panorama"
© foto di Federico De Luca
QUI CATANIA - Lo Monaco a Panorama: "Conte sopra le righe. Mettono le mani avanti"

Conte parla di brutta aria intorno alla Juve? Di mestiere fa l’allenatore e non il dirigente e il suo è uno sfogo fuori luogo che rischia di aizzare gli animi“: a Pietro Lo Monaco, amministratore delegato del Catania che sabato sera farà visita alla Juventus dopo il duro attacco del tecnico bianconero al sistema arbitrale italiano, le parole sentite a Parma non vanno giù. Calciopoli? “Evocarla non ha senso - dice in esclusiva a Panorama.it -. Le decisioni vanno accettate perché gli arbitri italiani sono i migliori“. E poi il sospetto: “Si potrebbe benissimo dire che stiamo mettendo le mani avanti. Era un atteggimento classico della Prima Repubblica ma non temo nulla” attacca Lo Monaco.

Dottor Lo Monaco, nel suo sfogo di ieri Conte ha descritto una situazione arbitrale in Italia preoccupante. La pensa allo stesso modo?
“Conte di professione fa l’allenatore e non certo il dirigente. Sono dichiarazioni fuori luogo e che non hanno motivo di esistere soprattutto se si impersona un ruolo che non hai. Noi dirigenti dovremmo avere comportamenti che non aizzano gli animi di chi segue questo nostro mondo un po’ sbrindellato”.

Ha parlato di uno strano clima intorno alla Juventus…
“Io credo che le decisioni arbitrali vanno accettate così come sono. Fino a una settimana fa si parlava di una classe arbitrale buona e improvvisamente per una decisione opinabile si tirano fuori tutte queste storie? Non c’è né Calciopoli né altro. Conte doveva evitare uno sfogo del genere”.

Conte ha allargato il discorso ben oltre gli episodi di Parma…
“Si potrebbe benissimo dire che stiamo mettendo le mani avanti. Era un atteggimento classico della Prima Repubblica che quando si subiva un presunto torto arbitrale si attaccava la categoria nella speranza di ottenere un atteggiamento diverso la domenica successiva”.

Sabato sera il suo Catania va a Torino. Preoccupato?
“Non temo nulla perché penso che anche se Conte l’avesse fatto con questo spirito il problema ci tocca relativamente. Quello che mi interessa è che presunti torti li subiamo tutti e non si può buttare benzina sul fuoco. La categoria arbitrale italiana è la migliore al mondo. Anche nei giovani”.

Conte è andato sopra le righe?
“Sì e se lo poteva evitare anche perché ha una grande squadra e sta facendo un grande lavoro. Non so se questo sfogo l’abbia fatto anche con lo scopo di ricompattare la tifoseria però è fuori luogo”.

Lei che sabato va a Torino non teme, però, un effetto compensazione?
“Io sono tranquillo, ma se dovessi ragionare con l’aria di chi evoca fantasmi potrei anche pensare che questo sfogo è in funzione della partita di sabato. Ma non lo faccio perché sono tranquillo”.

Dopo le parole di Marotta sugli arbitri inesperti la Juventus ha avuto due internazionali contro Bologna (rinviata) e Parma. Si aspetta un’internazionale anche sabato sera?
“Mi aspetto un arbitro sereno e sono sicuro che lo sarà a prescindere che sia internazionale o meno. Dietro questi discorsi si celano sempre paure e debolezze e penso che la Juventus stia facendo un grandissimo campionato”.

Forse Conte parla così perché nelle ultime settimane ha sprecato qualche occasione per allungare sul Milan?
“Il nostro campionato non è il più bello del mondo ma il più difficile. Ci sta che il Siena faccia risultato a Torino. Un mese fa ho visto l’Arsenal dal vivo e mi sono detto: ‘Questa squadra prende quattro gol in Italia’. E’ successo. E’ una squadra scarsa rispetto alle nostre grandi”.

Le polemiche sugli arbitri nel duello tra Milan e Juventus ricordano l’ultima volata scudetto pre-Calciopoli. Anche allora c’era un vuoto di potere in Lega Calcio: vede anche un tentativo di stabilire nuovi rapporti di forza tra le grandi?
“Gli equilibri in Lega sono completamente cambiati rispetto ad allora. Oggi comanda l’assemblea e l’incidenza di una grande è uguale a quello di una piccola. Il loro peso viene dalla fobice degli incassi rispetto alle piccole ma a livello di decisioni non esiste un potere maggiore o minore”.

Nessuna guerra politica?
“No, solo un discorso di campo tra due grandi squadre attrezzate per vincere”.

L’importante è che non restiate stritolati voi piccoli…
“Noi non siamo nessuno per stigmatizzare certi comportamenti. Esprimiamo il parere che si dovrebbero evitare sfoghi che non servono a portare nulla di buono. La lotta tra Juve e Milan deve rimanere sul campo. Non ci sono altri discorsi e chi li adombra sbaglia”.