Gli eroi in bianconero: Simone PERROTTA

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
17.09.2013 08:00 di Stefano Bedeschi  articolo letto 13756 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gli eroi in bianconero: Simone PERROTTA

Nato ad Ashton-under-Lyne, nella contea inglese di Greater Manchester, dove vive fino all’età di cinque anni, prima di trasferirsi in Italia, a Cerisano, in provincia di Cosenza, il paese d’origine dei genitori. Entra quasi subito a far parte della squadra del paese, il Cerisano, per passare nel Castrolibero dove diventa il leader della squadra, fino a destare l’interesse degli osservatori della Reggina.

Nel 1990, ad appena tredici anni, lascia la sua famiglia per trasferirsi a Reggio Calabria; con la squadra dello stretto, gioca in tutte le categorie, dai “Giovanissimi” alla “Primavera” dove si fa notare sempre per capacità e continuità. Il 10 settembre 1995 esordisce in serie B contro il Chievo e, da quel momento, diventa un elemento fondamentale degli amaranto. Disputa 3 campionati con la maglia reggina e le sue prestazioni sono in continuo crescendo, tanto da meritarsi la convocazione nella Nazionale “Under 21” di serie B, della quale diventa capitano.

Inevitabilmente, diventa un uomo mercato e si trasferisce alla Juventus nell’estate del 1998.
«Arrivo alla Juventus», afferma Simone il giorno della sua presentazione in bianconero, «con tanta voglia di imparare stando accanto a giocatori importanti. Io sono un centrocampista più bravo in fase di contenimento che in quella di spinta, ma con le cure di Lippi conto di migliorare sotto ogni punto di vista. Questa società è il massimo per un calciatore. Qui si lotta sempre per vincere ed io spero di dimostrarmi all’altezza».

Nella squadra torinese è chiuso da campioni come Conte, Davids, Deschamps, Tacchinardi e Zidane e totalizza solamente 15 presenze; si toglie, però, la soddisfazione di realizzare una rete in Coppa Italia contro il Bologna, di esordire in Champions League e di vincere la Coppa Intertoto. La società bianconera ed Ancelotti, subentrato a Lippi, non credono in lui ed, alla fine di quella stagione, viene ceduto in prestito al Bari, del quale diventa una colonna portante del centrocampo fino all’estate del 2001. Nel frattempo, Simone esordisce anche nella Nazionale “Under 21”, con la quale conquista il titolo europeo nel 2000.

La sua esplosione definitiva avviene nel Chievo; al fianco di Eugenio Corini vive quello che è stato definito il “Miracolo Chievo”. La squadra di un quartiere di Verona, all’esordio in serie A, riesce a lottare ai vertici della classifica; a metà del girone di andata della stagione 2001/02, la squadra clivense è in testa alla classifica con cinque punti di vantaggio sulla seconda in classifica. Alla fine della stagione, i gialloblu guidati da Luigi Delneri, termineranno al 5° posto, ottenendo la qualificazione alla Coppa Uefa.

L’anno successivo i clivensi concludono le loro fatiche conquistando il settimo posto; non avranno fortuna nemmeno in Europa, facendosi eliminare al 1° turno della Coppa Uefa dalla Stella Rossa di Belgrado. Inevitabilmente, il Chievo deve ridimensionarsi e gli elementi più importanti devono essere ceduti; nonostante ciò, i ragazzi di Delneri raggiungono un ottimo 9° posto, chiudendo un ciclo che verrà ricordato negli annali del calcio.

Intanto, Simone esordisce nella Nazionale maggiore, il 20 novembre 2002, nella partita contro la Turchia terminata 1-1; partecipa anche agli sfortunati campionati europei del 2004, sotto la guida di Giovanni Trapattoni.

Al termine della manifestazione continentale viene acquistato dalla Roma per volere di Cesare Prandelli, neo allenatore giallorosso;è una stagione molto travagliata, quella romanista. Dopo poche settimane, Prandelli deve lasciare l’incarico per gravi problemi familiari; arriva, al suo posto, un “vecchia gloria”, Rudi Völler che, però, darà le dimissioni il mese successivo. Viene assunto Luigi Del Neri e Simone viene schierato da centrocampista di contenimento, a sostegno di Totti, Cassano e Montella. Nemmeno Delneri avrà vita lunga; il 14 marzo 2005, infatti, si dimette, dopo la sconfitta per 3-0 a Cagliari e viene sostituito dall’ex giocatore giallorosso Bruno Conti. La Roma chiude il campionato salvandosi solo alla penultima giornata di campionato.

Nell’estate del 2005 Luciano Spalletti è il nuovo allenatore romanista; tutto cambia in meglio, la Roma comincia a volare e Simone diventa un perno insostituibile del centrocampo giallorosso. La Nazionale non può più fare a meno di lui e Perrotta ha la grandissima soddisfazione di disputare da titolare tutte le partite del Mondiale tedesco del 2006, laureandosi Campione del Mondo.