Gli eroi in bianconero: Sergej ALEJNIKOV

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
05.11.2019 10:30 di Stefano Bedeschi   Vedi letture
Gli eroi in bianconero: Sergej ALEJNIKOV

Arriva alla Juventus nell’estate del 1989, sulla scia del suo connazionale Zavarov, dopo aver disputato ben nove campionati con la squadra della sua città natale, la Dinamo Minsk.

«Da ragazzino ascoltavo a bocca aperta i consigli di Oleg Barzarlov; giocavo nel Dyussh 5, una specie di scuola di calcio, ma sognavo la Dinamo. Malofeev, il tecnico che mi ha fatto debuttare ventenne, è un mago del settore giovanile, un allenatore che è come un secondo padre; mi ha responsabilizzato, mi ha aiutato a dare il meglio di me, è stato importante per la mia maturazione. Lobanovs’kyj, invece, è diverso; è da lui che ho imparato a fare il soldato».

Non è certamente un fuoriclasse, Sergej, ma un buon giocatore, abbastanza dotato tecnicamente molto intelligente dal punto di vista tattico; è schierato da Zoff, come centrocampista davanti alla difesa, anche se in carriera, ha giocato anche come difensore centrale, come in occasione della finalissima del Campionato Europeo del 1988 nella quale, mancando i difensori titolari Bessonov e Kutnetsov, gli tocca l’improbo compito di marcare Marco Van Basten: «Perdemmo meritatamente contro l’olanda ma Van Basten, poiché lo marcavo io, ebbe una fortuna sfacciata, pescò l’asso con quel suo meraviglioso goal».

Racconta il giorno della sua presentazione: «Il trasferimento alla Juventus non è certamente un salto nel buio. Il mio atteggiamento nei confronti del lavoro che svolgo non cambierà; ce l’ho sempre messa tutta, i tifosi stiano tranquilli, continuerò su questa strada. Io arrivo a Torino per vincere e per farmi ricordare, non voglio passare inosservato. Le prove impegnative mi stimolano, sono una scommessa continua. Credo di essere un giocatore nell’anima; è questo il mio temperamento».

Con la squadra bianconera, disputa quarantanove presenze, mettendo a segno tre goal, contribuendo in modo determinante alla conquista della Coppa Italia e della Coppa Uefa.

La stagione successiva, con l’arrivo di Maifredi, è ceduto al Lecce, dove giocherà con il futuro capitano juventino, allora giovanissimo, Antonio Conte.