Gli eroi in bianconero: Luigi DE AGOSTINI

Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia
13.04.2013 10:00 di Stefano Bedeschi  articolo letto 9003 volte
© foto di Andrea Pasquinucci
Gli eroi in bianconero: Luigi DE AGOSTINI

Cresciuto nell’Udinese, squadra della sua città e nella quale comincia a mettersi in luce, passa per un anno al Verona dove esplode definitivamente. Il primo ad accorgersi della trasformazione di Luigi è il mister scaligero, Osvaldo Bagnoli, che si ritrova un terzino di fascia dalle smisurate capacità podistiche, dotato di una tecnica e di un senso della posizione notevoli. Anche Dino Zoff, allenatore della Nazionale Olimpica, non può fare a meno di De Agostini e così, il nostro eroe si trova catapultato nella massima rassegna sportiva mondiale. Avviene anche, ed in modo naturale, l’esordi nella Nazionale di Vicini, nella primavera del 1987; in maglia azzurra, Luigi disputerà gli Europei del 1988 ed i Mondiali del 1990, totalizzando 36 presenze e quattro goal.

Nell’estate del 1987, passa alla Juventus. Luigi è un professionista molto serio, può giocare indifferentemente sia sulla fascia che in marcatura, sia in mediana che come mezzala; giocatore dai classici piedi buoni diventa anche il rigorista della squadra.

«Quando sono arrivato alla Juventus, la maglia numero tre era ben salda sulle spalle di Cabrini. Allora sono stato impiegato da mediano, dimostrando di poter coesistere con Antonio. Non mi piace che il pubblico mi identifichi solo nel giocatore che corre sulla fascia sinistra e piazzi precisi cross per la testa degli attaccanti».

De Agostini corre e combatte, puntella alla bisogna in ogni parte del campo, applica sul campo quelle teorie sul calciatore universale che, ogni tanto, qualcuno rispolvera, tanto per sottolineare che questo tipo di giocatore è ormai scomparso. Ha la sfortuna, però, di arrivare in una Juventus modesta, troppo impegnata ad un vano inseguimento di Napoli e Milan e vi rimane solo per cinque stagioni; il suo trasferimento all’Inter, avvenuto nell’estate del 1992 è causato, forse, da una leggerezza dello staff bianconero convinta che il jolly De Agostini avesse già espresso il meglio di se; in nerazzurro rimane una sola stagione, per poi vivere una seconda giovinezza alla Reggiana.

È stato lo stakanovista di una professione vissuta sempre con grande serietà e passione. «Per giunta, ho anche un record ignorato da molti; nelle stagioni 1987/88 e 1989/90, con quasi 70 partite, sono stato il giocatore italiano che ha disputato più incontri ufficiali. Inoltre, sono arrivato ad un passo dallo juventino Magni, il solo che abbia portato sulle spalle tutti i numeri di maglia. Così, in occasione dell’ultima partita della mia carriera, ho chiesto ed ottenuto dall’allenatore, di poter indossare la maglia numero cinque, l’unica che, a parte quella da portiere, mi mancava ancora».

Veste la maglia bianconera in 217 occasioni, realizzando 28 goal, vincendo una Coppa Italia ed una Coppa Uefa; in totale, quasi 400 partite in 15 stagioni di serie A, condite con 36 presenze in Nazionale.