La Stampa - Tra la Juventus e Aquilani c'è aria di divorzio

La Stampa - Tra la Juventus e Aquilani c'è aria di divorzioTuttoJuve.com
© foto di Federico Gaetano
domenica 5 giugno 2011, 09:00Calciomercato
di Redazione TuttoJuve
fonte di Roberto Condio per "La Stampa"

Un bel po' di paura per la botta in testa presa con la Nazionale. Ma anche il grande freddo con la Juve. Brutte sensazioni, quelle che stanno scortando Alberto Aquilani verso la fine di una stagione che l'ex romanista aveva cominciato con il pieno di entusiasmo. Rientrava in Italia dal Liverpool dove non era riuscito a essere protagonista, era titolare di una Juve ambiziosa, Prandelli gli aveva pure riconsegnato una maglia azzurra dopo quasi due anni di assenza. Dopo nove mesi bianconeri, altalenanti a livello personale e disastrosi per la squadra, è arrivato il momento di fare i conti.

Meglio, di capire se Aquilani giocherà per Conte. Pare di no, a questo punto. Perché tra la nuova Juve e il quasi ventisettenne in prestito è sceso il gelo. Marotta s'è prima speso con i Reds per chiedere e ottenere un bel taglio al diritto di riscatto, precipitato dai 16 milioni previsti dall'accordo dell'agosto 2010 fino a quota 10. Poi, però, s'è dedicato ad altro, nella costruzione del centrocampo del futuro prossimo. Ha preso a parametro zero Pirlo e Pazienza, s'è inserito nella corsa a Inler, oggetto del desiderio del Napoli, visionato ieri di persona a Wembley in Inghilterra-Svizzera 2-2.

«C'è ancora tempo per riflettere», ha detto il dg bianconero sul tema Aquilani. Quel tempo, ora, sta finendo. Lo ha fatto chiaramente intendere ieri Franco Zavaglia, agente del giocatore in bilico: «La Juventus ha una prelazione. Ha preso un impegno con me e con il Liverpool. Aspettiamo due giorni, poi vedremo quale sarà la decisione da prendere. Il Milan è interessato? Non lo so, aspettiamo». Quei due giorni scadono domani. E la Juve, al momento, non sembra aver intenzione di scucire i 10 milioni per chiudere l'affare.

Sperava in un epilogo diverso, Aquilani. Evidentemente, però, questi per lui non sono giorni propizi. Se n'è accorto anche venerdì sera a Modena, in azzurro, nella sua ultima uscita stagionale. Titolare, ma da trequartista, in una posizione non prevista dal 4-2-4 di Conte. Però, in campo con Marchisio e Pirlo, altri pezzi della Juve di ieri, oggi e domani. Comunque, una gran bella occasione per farsi vedere. Da chi tentenna per riscattarlo ma anche da chi potrebbe offrirgli un nuovo contratto. Venti minuti, e s'è dovuto fermare. Un colpo in testa, preso forse a partita appena iniziata.

«Il fatto è che non me ne sono nemmeno accorto - ha raccontato ieri a Coverciano, prima di lasciare il ritiro azzurro -. A un certo punto, ho visto tutto annebbiato. Ho chiesto a Montolivo che cosa avessi in fronte e lui mi ha risposto: corri, fatti vedere dal medico, che hai un gran bernoccolo». Ha avuto paura, confessa, «perché quando batti la testa è sempre pericoloso».

L'hanno subito portato in ospedale. Tac e due ore in osservazione, prima del responso tranquillizzante: trauma cranico, ma senza commozione cerebrale né lesioni. Meglio anticipare le vacanze, comunque. Prima di farlo, Aquilani ha parlato ancora di quella che oggi di fatto è l'unica squadra per la quale è certo di poter giocare: l'Italia. «Prandelli ha ragione nel dire che il bello deve ancora venire. Lavoriamo per vincere l'Europeo: non sarà facile ma questo è il nostro traguardo. Abbiamo un ct che è fra i migliori allenatori del mondo, con lui cerchiamo sempre la qualità del gioco e questa è la vera differenza rispetto al passato».