Juventus Next Gen, è un momento difficile: tre ko di fila e dieci gol subiti, cosa non funziona nella squadra di Brambilla
La Juventus Next Gen è entrata nel primo vero momento di difficoltà della stagione. Tre sconfitte consecutive, dieci gol incassati nelle ultime tre giornate e una classifica che comincia a diventare scomoda: Massimo Brambilla deve trovare rapidamente le soluzioni per interrompere una spirale negativa che ha cancellato quanto di buono si era visto nell'avvio di campionato.
Il pesantissimo 3-5 casalingo contro l'AlbinoLeffe ha rappresentato il punto più basso di una sequenza cominciata con il 3-0 subito sul campo dell'Ospitaletto e proseguita con il 2-0 di Cittadella. Tre partite, tre sconfitte. E soprattutto dieci reti subite. Numeri che obbligano la Next Gen a interrogarsi su cosa si sia inceppato.
La partenza era stata completamente diversa
Il paradosso è che la Juventus aveva cominciato il campionato offrendo sensazioni piuttosto positive. All'esordio era arrivata la vittoria per 1-0 contro il Novara, seguita dal rocambolesco 3-3 sul campo del Carpi e dallo 0-0 casalingo con la Pergolettese. Dopo tre giornate il bilancio diceva quindi cinque punti, nessuna sconfitta e appena tre reti subite. La squadra sembrava avere trovato immediatamente una propria dimensione nel nuovo Girone A.
Poi qualcosa è cambiato, nelle tre giornate successive la Juventus è passata da tre gol complessivamente incassati a dieci reti subite in 270 minuti. Ed è probabilmente questo il dato che deve preoccupare maggiormente Brambilla. Dieci gol subiti in tre partite: la difesa è il primo problema
La Next Gen è diventata improvvisamente troppo vulnerabile.
Contro l'Ospitaletto la partita si è messa male praticamente subito: gol di Stefanoni dopo appena un minuto, nato da una perdita di pallone juventina e dalla successiva ripartenza avversaria. La gara è poi terminata 3-0. A Cittadella è arrivato un altro 2-0. Gobbato ha segnato al 14', Ihnatov ha raddoppiato nella ripresa. La Juventus ha creato alcune occasioni soprattutto nella parte conclusiva delle due frazioni, ma senza riuscire a cambiare il risultato. Infine l'AlbinoLeffe. Cinque gol incassati al Moccagatta sono troppi per qualsiasi squadra e indicano che il problema non può più essere considerato episodico. Tredici gol subiti nelle prime sei giornate, dieci dei quali concentrati nelle ultime tre, rappresentano un campanello d'allarme evidente.
Brambilla aveva già individuato il problema: l'approccio
Un aspetto interessante emerge dalle parole dello stesso allenatore. Prima della partita contro il Cittadella, Brambilla aveva ammesso che la prestazione con l'Ospitaletto non fosse stata all'altezza e aveva indicato soprattutto approccio e atteggiamento tra gli elementi da correggere. «Dovremo essere diversi rispetto all'ultima uscita, soprattutto nell'approccio e nell'atteggiamento», aveva spiegato il tecnico.
Non era la prima volta.
Già dopo il 3-3 contro il Carpi, Brambilla aveva sottolineato le difficoltà incontrate nei primi 20-25 minuti e la necessità di migliorare sia l'approccio iniziale sia la gestione del finale. Significa che il problema accompagna la squadra praticamente dall'inizio della stagione. La Juventus spesso deve reagire alla partita invece di indirizzarla. E in Serie C, contro avversari esperti, questo si paga. Una squadra troppo giovane quando la partita diventa sporca Qui bisogna però considerare anche la natura stessa del progetto Next Gen.
La Juventus schiera inevitabilmente una formazione giovanissima, composta da calciatori che devono utilizzare la Serie C proprio per imparare a confrontarsi con il calcio professionistico. Ed è normale che durante questo percorso emergano errori.
Il problema arriva quando gli errori diventano ripetitivi.
Gestire una partita dopo aver subito un gol, capire quando accelerare e quando abbassare il ritmo, evitare di concedere transizioni semplici, mantenere le distanze tra i reparti: sono tutte caratteristiche che spesso arrivano con l'esperienza. Proprio per questo la società ha inserito anche elementi più maturi. L'arrivo di Filippo Melegoni, classe 1999 con esperienze tra Serie A, Serie B e calcio internazionale, risponde alla necessità di aggiungere personalità e conoscenza della categoria a un gruppo estremamente giovane. Adesso quella esperienza dovrà essere trasferita al resto della squadra.
Davanti qualcosa si è finalmente sbloccato
Dentro il 3-5 contro l'AlbinoLeffe esiste almeno una piccola indicazione positiva. Dopo essere rimasta senza segnare per tre partite consecutive contro Pergolettese, Ospitaletto e Cittadella, la Juventus ha ritrovato improvvisamente tre gol. Contro l'AlbinoLeffe sono andati a segno Guerra, autore di una doppietta, e Leone. Il problema è che nel momento in cui si è sbloccato l'attacco è completamente saltata la tenuta difensiva. Ed è questa la contraddizione sulla quale Brambilla deve lavorare. La Next Gen deve riuscire a essere offensivamente pericolosa senza perdere equilibrio. Non può essere costretta a scegliere tra creare occasioni e proteggere la propria porta.
Ora arriva una partita già molto importante
Il prossimo appuntamento diventa interessante proprio per capire la reazione. La Juventus Next Gen sarà impegnata sabato 26 settembre alle 17.30 sul campo del Desenzano. Successivamente arriveranno gli impegni con Arzignano e Lumezzane. Non siamo ancora davanti a una situazione irreparabile. Il campionato è appena cominciato e la classifica può cambiare rapidamente. Ma la tendenza deve essere interrotta.
Brambilla deve ricostruire soprattutto l'equilibrio
Il problema della Juventus Next Gen, in questo momento, non sembra essere uno soltanto.
C'è un approccio alle partite spesso complicato, riconosciuto dallo stesso Brambilla. C'è una difesa che nelle ultime settimane concede troppo. C'è una squadra giovane che deve imparare a gestire i momenti negativi. E c'è stata, almeno fino alla partita con l'AlbinoLeffe, una evidente difficoltà nel concretizzare quanto prodotto. I numeri sintetizzano tutto: cinque punti nelle prime sei giornate, tre sconfitte consecutive e 13 reti subite, dieci soltanto nelle ultime tre gare. Non è il momento di mettere in discussione un progetto che per definizione vive anche attraverso gli errori dei giovani. Ma è certamente il momento di reagire.
La priorità di Brambilla deve essere restituire equilibrio alla Next Gen. Perché il 3-5 con l'AlbinoLeffe ha mostrato che la squadra può tornare a segnare, ma se per farlo deve concedere cinque reti dall'altra parte diventa impossibile costruire risultati.
Il talento non manca. Adesso servono solidità, attenzione e soprattutto quella continuità che distingue un gruppo di giovani interessanti da una vera squadra di Serie C.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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