Trattativa Exor–Antenna per Gedi: il rilancio dei greci cambia lo scenario
La trattativa in esclusiva tra il gruppo Antenna — controllato dal greco Theo Kyriakou insieme al fondo sovrano saudita — ed Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, per la vendita di la Repubblica è scaduta domenica. Nel frattempo, però, il potenziale acquirente ha rilanciato, non sul prezzo, ma sulla portata dell’operazione: Antenna ha proposto di acquistare l’intero gruppo Gedi senza aumentare la propria offerta economica.
Secondo quanto riportato da Il Domani, la nuova proposta include tutte le attività del gruppo — da la Repubblica a La Stampa, dalle radio (Radio Deejay, M2O, Radio Capital) alle altre testate come Limes, Huffington Post, National Geographic Italia e One Podcast. Anche La Stampa, inizialmente esclusa perché ritenuta da Kyriakou un giornale “ibrido” e finanziariamente più fragile, è rientrata nella trattativa. Parallelamente, Exor aveva portato avanti interlocuzioni separate con Enrico Marchi (Nem), già acquirente nel 2023 di sei quotidiani locali Gedi, per un’eventuale cessione del quotidiano torinese.
La nuova offerta del gruppo Antenna per l’intera galassia Gedi si è alzata a 130–140 milioni di euro, contro i precedenti 110 milioni formulati senza La Stampa. L’obiettivo di Kyriakou è entrare nel mercato editoriale italiano come protagonista assoluto, per poi eventualmente rivendere alcune testate. Si tratterebbe comunque di una proposta “take it or leave it”.
Ora tocca a John Elkann decidere la prossima mossa. Le opzioni sul tavolo sono due: accettare l’offerta, magari con qualche ritocco, oppure prendere tempo fino a metà gennaio, con il cinquantesimo anniversario di la Repubblica previsto il 14 e una grande festa in programma il 18. C’è anche la possibilità di chiudere il confronto con Antenna e sondare nuovamente il mercato. Tra i potenziali interessati rimane Leonardo Maria Del Vecchio, che da tempo guarda con attenzione al settore dei media. Ma riaprire le trattative significherebbe perdere altro tempo, mentre i conti di Gedi continuano a soffrire: nel 2024 il gruppo ha registrato una perdita di 35,9 milioni, in gran parte riconducibile ai quotidiani.
Un accettazione dell’offerta greca comporterebbe per Exor una minusvalenza: l’holding ha investito complessivamente oltre 200 milioni per arrivare al 100% di Gedi e, dal 2019, il gruppo ha accumulato perdite per 360 milioni. Nel bilancio 2024, Gedi è iscritta per 118 milioni; cederla per poco più di 100 milioni non sarebbe certo una vittoria, ma a questo punto la decisione sembra più psicologica che economica, dato che alternative solide non ne emergono.
Se l’intesa con Antenna dovesse saltare, Exor potrebbe tornare al piano originario: cedere La Stampa a Marchi per una base di 45 milioni, compresa la società della stamperia. Una cifra giudicata troppo elevata dallo stesso Marchi, oggi in attesa di capire come evolverà la situazione e con chi si ritroverà eventualmente a trattare.
Sul fronte Huffington Post, c’è l’interesse del gruppo barese Laudisa, attivo nella ristorazione collettiva con 700 strutture clienti in 17 regioni italiane. Tuttavia, ogni discorso rimarrà sospeso almeno fino alla decisione definitiva sull’offerta di Antenna.
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