Tancredi Palmeri su tmw: “Il bluff del mercato della Juventus”

03.06.2020 08:00 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
Tancredi Palmeri su tmw: “Il bluff del mercato della Juventus”

Tancredi Palmeri su tmw parla anche di Juventus: “Dopo un personale embargo di tre mesi dall'inizio della epidemia, torno finalmente a parlare di calcio e anzi di calciomercato, ché per riprendere l'azione in campo ci vorranno ancora dieci giorni. Mentre invece nel frattempo i club son stati mica con le mani in mano, sapendo di doversi preparare a una realtà completamente inedita: dal 1 settembre al 5 ottobre, un mercato di solo un mese come non accadeva da quasi trent'anni, nei primi anni Novanta. Ma a differenza di quei tempi in cui si scialacquava, stavolta non si potrà spendere il becco di un quattrino.
Ora: proprio senza soldi magari no, ma per intenderci i grandi club avranno una capacità di spesa intorno ai cinquanta milioni, insomma appiattendosi sui club medi, quindi si può capire come a cascata l'austerity travolgerà quelli dietro di loro.
Dovrà essere un mercato di scambi e di plusvalenze, perché quei pochi che hanno i soldi devono usarli per ripianare le perdite, e perché mai come adesso le plusvalenze diventeranno basilari per la sopravvivenza. Soprattutto per quei grandi club che ne avranno bisogno, mentre invece di solito è uno strumento necessario soprattutto a chi deve sbarcare il lunario di stagione in stagione, non tanto invece tra la nobiltà del calcio europeo (quantomeno all'estero).
A questa situazione totalmente inedita (poco tempo a disposizione per fare affari; congiuntura economicamente drammatica) aggiungete un terzo fattore assolutamente inedito nella storia del calcio: mentre ci si incontra – via skype - per imbastire affari, non si ha la minima cognizione di causa di quale potrà essere il proprio budget, perché la stagione è ancora lontana dall'emettere sentenze e dunque dal dare un quadro chiaro di chi incasserà cosa a seconda della vittoria o meno di un titolo, o a seconda del proprio tragitto in Champions. Una squadra che uscisse dall'Europa che conta agli Ottavi riceverebbe una botta economica nell'ordine di non meno di cinquanta milioni in meno rispetto a chi dovesse arrivare in semifinale o in finale, e dunque in un mercato con differenze così rarefatte potete capire bene come sia un muoversi nel buio. E badate bene: solo ad agosto inoltrato le nobiltà del calcio conosceranno se ad attenderle c'è un bilancio economico catastrofico, o potranno permettersi dei lussi.

La crisi che ha colpito tutti, particolarmente ha colpito la Juventus. Non è dimostrato solo dall'accordo raggiunto a tempo di record per il taglio di quattro mensilità (di cui un paio saranno ritornate). E ovvio, in Italia è quella che perde di più perché era quella che fatturava di più, dunque da quel punto di vista il problema è solo in proporzione. Ma ciò che mette in gioco il destino futuro di ambizione della Juve è la situazione a monte: quella per intenderci che ad agosto 2019 portava Paratici a fare il giro di Europa in 30 giorni per provare a piazzare Higuain e Dybala un giorno qui e un altro là, sia per alleggerire il monte stipendi quanto per scrivere a bilancio una desiderata plusvalenza, e non ultimo tentare l'assalto a Icardi o Lukaku. Finì che l'unica operazione possibile con soldi virtuali fu lo scambio Cancelo per Danilo e soldi, con il portoghese assurto a una valutazione di 65 milioni a cui non credevano nemmeno i suoi parenti.

La situazione si è ripetuta adesso ma con uno scenario di sfondo molto più fosco, perché il pericolo perdite per la Juventus è altissimo.
Paratici sta facendo ciò che gli compete, ma come si è visto l'anno scorso nemmeno gli si può chiedere di fare miracoli: era riuscito nella missione impossibile di convincere il Barcellona a mollargli Arthur, uno dei migliori cinque interni al mondo, a soli 23 anni perno del gioco del Brasile e in assoluta ascesa; e in cambio di Pjanic, 30 anni, per molti in parabola discendente, e con uno stipendio pesantissimo. Uno scambio che avrebbe migliorato la Juve sia tecnicamente che economicamente, nonché l'ennesima follia inspiegabile del Barça, se non fosse che il brasiliano si è messo di traverso puntando i piedi per non lasciare il Camp Nou.
Così ricomincia il giro per Paratici, che prova a piazzare Pjanic al Chelsea o al PSG, nel primo caso in cambio di Jorginho, nel secondo di Paredes, ma insomma il bosniaco è nella stessa situazione di Higuain e Dybala l'estate scorsa: per forza di causa maggiore sarebbe bene andasse via, è l'unico pezzo davvero spendibile della rosa juventina da cui ricavare soldi ma non mutilare la completezza tecnica (se rimpiazzato da un Jorginho) e da lui e dalla sua plusvalenza dipende parecchio del mercato juventino, perché il ritorno degli Ottavi di Champions contro il Lione pendono come una spada di Damocle sui conti bianconeri.

E i piani hanno cominciato già a modificarsi: perché Icardi, sogno proibito ma non troppo per Paratici, per quest'anno (e forse anche per il prossimo?) è volato via.
In verità Icardi fino all'ultimo ha sperato che la Juventus lo venisse a prendere, che la storia prendesse un'altra piega. Per questo si è arrivati fino all'ultimo giorno per il riscatto dal PSG. Ma la Juve, che l'anno scorso aveva detto all'argentino che avrebbe fatto di tutto per prenderlo – salvo dirottamento di Marotta, ovviamente – stavolta ha dovuto fare un passo indietro: ci spiace Mauro, ma non siamo in grado di garantirti se riusciremo a riscattarti, stavolta non possiamo chiederti di aspettarci per un colpo di scena finale.
E a quel punto Icardi ha seguito il corso degli eventi, per la felicità di Marotta che stavolta non ha avuto bisogno nemmeno come l'anno scorso di distendersi sul binario per fare deragliare il diretto Milano-Torino.
Certo, anche se la Juve avesse incassato per Pjanic, non è detto che sarebbe riuscita comunque a riscattare Icardi, considerata l'irriducibilità di Marotta in questa trattativa, ma non lo sapremo mai perché comunque la crisi post-coronavirus ha rivoluzionato i piani sia dell'attaccante argentino sia soprattutto dei bianconeri.
Che adesso hanno altre priorità: trovare una casa per Pjanic, trovare qualcuno che conceda una generosa plusvalenza, fare quadrare i cont