Spalletti a Sky: “Voglio vedere una reazione. Dobbiamo valorizzare le qualità dei giocatori. Lo so che ci sono più quelli contro che quelli a favore, ma io ricomincio sempre”

Spalletti a Sky: “Voglio vedere una reazione. Dobbiamo valorizzare le qualità dei giocatori. Lo so che ci sono più quelli contro che quelli a favore, ma io ricomincio sempre”TuttoJuve.com
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Oggi alle 18:22Altre notizie
di Benedetta Demichelis
Spalletti carica la Juventus: "Fatta pulizia nello spogliatoio dopo i fischi. La panchina scotta ma io voglio sempre ricominciare"

Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky Sport: 

Ieri ha parlato di quello che è successo in campo e oggi ha avuto un confronto con la squadra. Che risposta si aspetta di vedere sul campo?

È chiaro che ogni giorno produce qualcosa nella testa delle persone. Ogni giorno si parla all'interno di una squadra, nello spogliatoio e durante gli allenamenti. Ci si incontra spesso e ci si scontra anche, perché qualche volta ci si pesta i piedi. Per questo, poi, la sera bisogna fare pulizia: se ci si porta dietro tutto quello che si è accumulato il giorno prima, comprese le cose che non piacciono, bisogna fare pulizia. Altrimenti, il giorno dopo la testa riproduce altri pensieri, le cose si raddoppiano e diventa difficile gestirle tutte. È una cosa che cerchiamo di fare e speriamo di aver fatto un po' di pulizia. Poi si torna a parlare della prossima partita e si scende in campo cercando di dare le indicazioni migliori possibili. Mi aspetto una reazione in base a quello che è emerso anche dal dialogo con loro, perché hanno detto delle cose e molte di queste mi sono piaciute. Le prendiamo come esempio e oggi cerchiamo di metterle in pratica sul campo.

Guardando i nomi dei giocatori, sembra di vedere una difesa a tre. Può diventare un sistema di riferimento anche per le prossime partite oppure dipende dalle assenze e dai giocatori che mancano?

"Questo lo dirà sempre il campo. Il campo racconta sempre la verità sui comportamenti e sulle indicazioni che ti fornisce. È chiaro che dobbiamo stare attenti alle caratteristiche e alle qualità dei giocatori. Dobbiamo metterli in campo cercando di valorizzare le loro qualità e le loro caratteristiche. Nessuno è così folle da mettere Zhegrova terzino destro, per cui cerchiamo di posizionarli in modo che il sistema di gioco sia compatibile con le qualità dei calciatori che abbiamo in campo. Purtroppo, essendo uno sport di squadra, non basta sommare il valore dei singoli giocatori per capire quanto valga una rosa".

No, sono undici giocatori da incastrare insieme. Quando si capirà quanto tempo ci vuole per capire se, una volta messi insieme, valgono un po' di più oppure se gli undici titolari, giocando insieme, valgono meno della somma del loro valore? Quanto ci vorrà?

"Quello che hai detto ha molto senso, perché poi vanno prese delle decisioni di squadra: a che livello si pressa, quanto si fa entrare questo calciatore e quando lo vado ad affrontare, quante volte voglio arrivare al limite dell'area avversaria lasciando campo alle spalle, per poi permettere agli avversari di giocare a campo aperto e subire la pallata dietro che mi costringe a rincorrere verso la mia porta. Sono nelle condizioni di essere supportato dalla squadra quando decido di far partire la pressione oppure creo quella divisione tra i reparti che poi mi porta a subire la giocata in profondità, con gli avversari che vengono a puntare la linea difensiva? Sono tutti temi che vanno esplorati durante gli allenamenti e messi insieme, perché andare avanti senza criterio non è una questione di mancanza di coraggio, ma di intelligenza nel non concedere spazi agli avversari. Sono queste le cose che vanno messe a posto e che fanno un po' la differenza.Poi, avere calciatori più disponibili al sacrificio, che mettano le proprie qualità al servizio della squadra, anche a discapito dell'imprevedibilità, porta a trovare un equilibrio. Riuscire a trovare un equilibrio tra tutti questi pensieri e comportamenti permette di costruire una squadra sicuramente di livello più alto. La fiducia fa la differenza, perché, come dite sempre voi, la maglia pesa. Come è successo domenica, la gente non è contenta, ma i fischi noi ce li siamo portati dentro lo spogliatoio. Non è che siano finiti quando siamo usciti: ci siamo autofischiati dentro lo spogliatoio, perché non è come a volte si può far credere, cioè che i calciatori entrino e non sentano nulla. Le loro coscienze fischiano come fischiano le persone fuori. I fischi sono continuati anche quando siamo rimasti da soli, per cui non siamo contenti. Anche in questo caso, nelle difficoltà ci si trova sempre davanti a una domanda: che persona diventi quando sei in difficoltà? Diventi una persona che va a riprendersi la palla successiva, la gioca e fa quello che serve, affrontando le difficoltà e uscendone più forte? Oppure ti accodi a questo stato d'animo, iniziando ad avere un po' più di paura e di timore? In quel caso, non diventi la persona che può stare dentro un club come questo. Le difficoltà, però, ti pongono proprio questa domanda, e oggi andremo a vedere.

Noi lo sappiamo, la maglia della Juve pesa. Come è stato detto poco fa, anche la panchina scotta.

Ma certo, la panchina scotta fin dopo una settimana, perché più panchine vengono fatte saltare e più poi si parla. È così, come no? Tutti, non solo voi: tutti quelli che stanno intorno. Per quanto mi riguarda, non è nessun problema il fatto che quelli contro siano molti di più di quelli a favore, in tutte le situazioni. Per me è sempre stato così, per cui non chiedetemi di lasciare: chiedetemi sempre di ricominciare, perché io voglio sempre ricominciare. State attenti a questo, perché altrimenti trovate pane per i vostri dentini".