Lo sfogo di Bremer fa discutere: tre addetti ai lavori a confronto
Opinioni e commenti si intrecciano durante Maracanà su Tmw Radio. L'occasione è quella di commentare l'uscita di Bremer ("In campo giochiamo in 11 più 5, ma non posso prendere tutti in braccio") nel post di Juve-Lazio. L'ex portiere bianconero Michelangelo Rampulla si è espresso così. "Sarò vecchio stampo, però le cose dello spogliatoio devono rimanere lì – ha detto –. Hanno sbagliato a parlare in tv dopo la partita. Quando succedono certe cose deve parlare un dirigente, non un calciatore, si deve parlare di calcio. Doveva andare Carnevali, dicendo che il momento è delicato e così via. Ai miei tempi c'erano dirigenti che ci mettevano la faccia. Spalletti lo reputo uno dei migliori tecnici in circolazione, si sa che quando le cose vanno male ci si confronta e ognuno dice la sua, ma non c'è bisogno di dirlo alla stampa. Spalletti ha parlato molto in generale ed esposto la sua opinione sul momento, ma i panni si lavano in famiglia. Nella Juve la figura del presidente è un po' marginale".
Comunicazione vera
Un commento è arrivato anche da parte del mental coach Sandro Corapi. "Serve una comunicazione vera, perché i giocatori sentono se c'è odore di manipolazione – ha detto –. Manca un programma Juve, a medio e lungo termine. Qual è e qual è il tecnico che può ricostruire una Juve forte come un tempo? Simone con il suo staff è in grado di fare un grandissimo lavoro". Anche il giornalista Stefano Mattei ha detto la sua in riferimento alle parole di Spalletti, che dice di avere la squadra dalla sua. "Sarà così, però c’è stato qualcuno come Kolo Muani che ha detto che sono state 72 ore inquiete nello spogliatoio, dove c’è stato un confronto a voce alta. Si sono chiariti? Non credo sia il Rennes a farcelo capire, vedremo in campionato. A parole hanno detto che c’è stato un confronto sincero, ora parlerà il campo".
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