Sacchi: "Rivoluzione Sarri. Può diventare come il Barcellona. Su Conte..."

19.06.2019 16:45 di Giovanni Spinazzola Twitter:    Vedi letture
© foto di Chiara Biondini
Sacchi: "Rivoluzione Sarri. Può diventare come il Barcellona. Su Conte..."

Arrigo Sacchi, ex allenatore, ha parlato anche di Sarri ai microfoni di TMW Radio.

Su Sarri
"E' una rivoluzione. Se Agnelli avrà pazienza e aiuterà il tecnico, perché ci saranno problemi, allora la Juve, con la qualità dei giocatori che ha, può diventare l'Ajax, il Milan o il Barcellona di qualche anno fa".

Su Conte
"Deve togliersi solo un pò di paura, togliere un giocatore in difesa. Anche quando giocavamo contro Careca e Maradona, giocavamo allo stesso modo, con due difensori. Poi se sei bravo, e Conte lo è, il giocatore in più lo trovi nel movimento, non nella staticità. Altrimenti giochi in dieci contro undici. Il coraggio, le idee, la bellezza, rendono l'uomo libero di pensare, di volare".

Sul libro sul Milan dell'89
"Racconta di una squadra che si dice ci sia una connessione tra la grandezza del sogno e dei risultati. Mai nessuno di noi aveva sognato certe cose, ossia di essere la squadra di club più grande di tutti i tempi. In Europa si parlava di un serpente velenoso. Credo che faccia bene al calcio italiano parlarne. E poi è una speranza per tutti. Ero un signor Nessuno, vivevo di calcio e di valori. Questa è la differenza rispetto ad oggi. Era una squadra dove nessuno giocava per sè. Eroi sono tutti quelli che fanno quello che possono fare. Dalla mia vita ho avuto solo una certezza: che si poteva fare di più e meglio. Questo è stato il mio modo di vivere. Tutti siamo diventati più bravi di quello che eravamo. Nessuno pensava di diventare così grande. Gullit? Aveva una grande personalità, ci siamo aiutati a vicenda. Tutti erano bravi, collaboravano tutti. Se l'Italia (come Paese) facesse squadra come quel Milan, sicuramente la nostra situazione sarebbe migliore. La differenza non è vincere ma come vinci. Ero innamorato dell'Ungheria, del Real e dell'Ajax, di tutte le squadre che giocavano all'attacco. Oggi cerchiamo di copiare cosa c'è di moda al momento, senza averne la convinzione e le conoscenze".