Ronaldo, il Portogallo e il ct Jesus, il caso: cinque esperti a confronto
Il caso Cristiano Ronaldo continua a far discutere. Nel ritiro del Portogallo, il fuoriclasse ha lasciato il gruppo dopo le parole del commissario tecnico, Jorge Jesus, in un episodio che ha alimentato commenti e considerazioni. E il dibattito si è alimentato anche su Tmw Radio. Durante Maracanà, Franco Ordine è stato molto duro: "Si tratta di una fuga invereconda, perché non puoi fare come se fossi il padrone della Nazionale. Ed è la prima volta che ti incroci con un ct che dice che decide di testa sua". Giovanni Capuano ha invece allargato il discorso: "Succede a quattro giorni dall'ultima partita di Messi con l'Argentina, nei giorni in cui un altro 41enne come Modric si mette al servizio della Croazia".
Il momento di Ronaldo
Paolo Pacchioni si è soffermato sul momento della carriera del talento portoghese: "Una delle cose più difficili è capire 5 minuti prima quando è il momento di uscire di scena – ha precisato il giornalista –. Ed è difficile decidere quando dire basta. Ronaldo ha basato tanto sull'ossessione della performance, ma ora questo è diventato un limite, quando non ti fa rendere conto che fai un casino inutile per una partita di Nations League".
Responsabilità e buonsenso
Moreno Longo ha invitato a non fermarsi alle ricostruzioni dell'episodio e a considerare le responsabilità di entrambe le parti. "Bisognerebbe avere i dettagli per capire effettivamente cosa è successo. In linea di massima è una sconfitta per entrambi – le parole del tecnico –. Qualcosa c'è stato che ha fatto scaturire una scelta del genere. Io metto sempre davanti il club, quindi il Portogallo. Ci vuole buonsenso e questo non giova a Ronaldo e al ct, lede il Portogallo. Non si deve mai arrivare a certi tipi di scontri. Si fa parte di un club, di una Nazionale, e va rispettato fino in fondo. I diverbi capitano ma si deve essere bravi nel farli tornare nella normalità".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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